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Casella (Sansa Presidente): “Il mio programma per una Liguria più giusta, inclusiva e a misura di giovani”

"Dobbiamo lavorare per creare le condizioni economiche e sociali affinchè nessun giovane debba lasciare la nostra terra per necessità"

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Alassio. “Lavorare per aiutare i più deboli ad avere una vita meno complicata. Dovrebbe essere l’imperativo morale di chiunque si candidi ad amministrare gli enti pubblici. Per me lo è sempre stato e continuerà a esserlo, anche quando smetterò di impegnarmi in politica. Proprio quella politica che, troppo spesso, dimentica chi resta indietro”. Jan Casella (Lista Sansa Presidente) presenta i suoi impegni a favore delle categorie più disagiate.

“Guardiamo la situazione attuale. Quanti hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria e della successiva quarantena? E quanti sono stati aiutati a superare questo periodo di grande difficoltà, che rischia di protrarsi anche ai prossimi mesi? L’amministrazione regionale deve stanziare i fondi necessari per salvare tutte le aziende a rischio di chiusura, per evitare che la crisi economica sia peggiore di quella sanitaria. La nostra Regione deve battersi per tutelare le categorie più fragili, a partire da anziani e disabili. Dobbiamo creare una rete di protezione sociale affinché i pensionati smettano di essere considerati un peso dai familiari, terminata la carriera lavorativa. Allo stesso tempo, avere un disabile in famiglia deve smettere di essere considerata una condanna. Sul nostro territorio ci sono validi esempi di sostegno quotidiano alle persone con bisogni speciali, coinvolte in percorsi di formazione e autonomia che possono essere estesi a tutta la Liguria”, sottolinea il candidato della Lista Sansa Presidente.

“La provincia di Savona è una delle aree d’Italia con l’età anagrafica più alta. Forse per questo motivo sono ritenuto un ‘giovane’. All’estero, a 31 anni ci sono persone che dirigono aziende, che comprano casa, che mandano i figli a scuola. Ecco, proprio a chi è ancora giovane va il primo e l’ultimo pensiero di ogni mia giornata. Credo che un modello sociale debba misurare il proprio successo (o il proprio fallimento) in base a quanti giovani siano costretti ad andarsene per trovare un lavoro. In passato succedeva solo per i laureati, e già questo esodo era un dramma, perché privava il nostro comprensorio delle menti migliori. Adesso deve emigrare anche chi cerca un’occupazione manuale. In questo modo, la Liguria investe nell’istruzione e nella formazione professionale dei suoi ragazzi, per vederli andare via quando possono diventare produttivi. Un autentico suicidio economico e sociale, che provoca sofferenze nelle famiglie e impoverisce i nostri paesi”, denuncia Jan Casella.

“Come invertire questa rotta verso il disastro? Da un lato, si deve incentivare chi vuole studiare ma non ha le risorse per pagare gli studi, attraverso borse di studio ed esenzione delle tasse universitarie. Dall’altro, bisogna istituire un ‘Erasmus dei lavoratori’, permettendo a chi lavora di andare all’estero per un periodo prestabilito, ampliando le proprie conoscenze, imparando lingue straniere e allargando il bagaglio professionale, per poi metterlo in pratica, una volta tornati in patria. E poi, per finire, adottare sgravi fiscali e finanziamenti a fondo perduto per i giovani che decidono di aprire aziende in Liguria, soprattutto nei piccoli comuni”, spiega l’esponente della lista civica a sostegno di Ferruccio Sansa.

“Dobbiamo lavorare per creare le condizioni economiche e sociali affinchè nessun giovane debba lasciare la nostra terra per necessità. È finito il tempo delle parole. È arrivato il momento di concretizzare le nostre idee. Ora e insieme”, è l’appello di Jan Casella.

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