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Cairese, Sergio Soldano presenta il laboratorio tecnico: “Gli allenatori devono avere tante conoscenze”

Il responsabile tecnico del settore giovanile gialloblù spiega: "Noi siamo alunni e dobbiamo far sì che i ragazzini imparino in libertà"

Cairo Montenotte. Settembre coincide da ormai molti anni con l’inizio della scuola e spesso anche con l’avvio dell’attività sportiva post vacanze.

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L’allenatore che vuole davvero garantire il meglio ai propri bambini non può prescindere dall’essere al contempo istruttore e studente. Per rispondere a questa seconda esigenza, il responsabile tecnico del settore giovanile della Cairese, Sergio Soldano, ha organizzato anche quest’anno, con partenza proprio a settembre, un laboratorio tecnico, durante il quale allenatori di caratura internazionale si confronteranno con tutti coloro che vorranno partecipare.

Sergio Soldano, intervistato dall’addetto stampa Michael Traman, spiega: “Sono già più di venti anni che organizzo questi appuntamenti di formazione che sono per tutti gli allenatori, non solamente per quelli della Cairese; a questi ultimi li faccio tutti i giorni, ad ogni allenamento. A questo punto è importante che ci sia un confronto tra gli allenatori, ma non solamente gli allenatori della Val Bormida, anche gli allenatori del savonese, del ponente, del levante, come succede. Tante volte ci sono sessanta, settanta allenatori di tutte le società. Io ritengo che la formazione sia più importante di una vittoria dei ragazzini a tutti i costi“.

Soldano approfondisce così l’intento del laboratorio: “Come dicono nell’arte, non si migliora mai. L’arte non è scienza; il calcio è arte. Nella scienza ci vogliono strumenti diversi ed il professore; nell’arte ci vuole l’alunno. Noi siamo da quella parte lì, allora per quello dico che è importantissimo sapere formare: perché noi non abbiamo ancora capito che dobbiamo avere tanta conoscenza per capire che il ragazzino impara in libertà. A questo punto, più formati siamo meglio è; ci lamentiamo delle nuove generazioni che sono diverse da noi, invece ci dobbiamo mettere alla loro altezza e la formazione ci dà la possibilità di farlo. Già solamente con la comunicazione, perché non sappiamo comunicare o lo facciamo male; la comunicazione sarà il tema di una delle serate”.

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