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Brutale pestaggio come il caso Willy, Sappe: “Certezza della pena e carcere, ma a Savona non c’è”

“Oggi c’è bisogno di quell’edificio di pubblica utilità anche per tutte le forze di polizia”

Savona. La città di Savona è balzata alle cronache cittadine e nazionali per un brutale pestaggio avvenuto nel centro città che ha coinvolto un giovanissimo ragazzo fatto oggetto di assurda violenza che esula da qualsiasi concetto di civiltà. Un pestaggio brutale simile a quello del caso di Willy Monteiro (leggi qui) e, nel caso savonese, probabilmente solo il fato ha voluto che un triste epilogo non sia avvenuto. 

“Un episodio da censure e, auspico, non possa essere oggetto di emulazione”, con queste parole il segretario regionale del Sappe ligure (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) è intervenuto sul caso riportando uno stralcio della “lettera inviata ai vertici istituzionali magistratura compresa, della città di Savona”.

Il Sappe “pone il proprio plauso agli investigatori che con certosina abilità sono riusciti a chiudere il cerchio ed individuare i colpevoli assicurandoli alla giustizia”. 

“Siamo dell’avviso che terminata la fase investigativa se si vedranno condannati gli autori ad una pena detentiva la detenzione deve avere la sua totale durata, non tanto per una subdola vendetta dello Stato verso i cittadini, bensì per l’esatta applicazione dell’art. 27 della nostra Costituzione ‘Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’”, hanno proseguito. 

“Pertanto quale luogo migliore potrebbe sostituirsi all’istituto di pena per rieducare quei soggetti effettivamente riconosciuti protagonisti di cotanta efferatezza? Il carcere non è solo luogo di detenzione ma il luogo che, attraverso i suoi operatori tra i quali la Polizia Penitenziaria in primis, garantiscono e inculcano il rispetto delle regole e del senso della civile convivenza”.

“Nel caso di specie è considerabile, visto quanto è successo, che la componente ‘famiglia’ non è servita ad instradare questi giovani nella normale vita sociale, diventa compito dello Stato correggere l’attitudine a delinquere, per questo bisogna garantire quel percorso rieducativo che, a termine della pena, restituisca alla società un soggetto più avvezzo alle civili regole”.

“Lo Stato attraverso tutte le sue componenti, deve garantire la sicurezza del territorio e fare in modo che tali episodi, condannabili e censurabili sotto tutti gli aspetti, non avvengano più e che l’effettiva certezza della pena sia il giusto esempio per tutti coloro che pensano di essere i ‘giustizieri’ sostituendosi alle istituzioni”, hanno aggiunto ancora.

Il Sappe Ligure “pone ulteriore invito sulla necessità di riavere un carcere nella provincia di Savona. La sua chiusura ha decretato anche la perdita di una forza di Polizia come quella Penitenziaria oggi maggiormente impiegata in compiti di sicurezza sociale; oggi c’è bisogno di quell’edificio di pubblica utilità anche per tutte le forze di Polizia costrette ad allontanarsi dal territorio per condurre l’arrestato nel primo carcere disponibile, solitamente Genova o Imperia, depauperando il territorio di ulteriori unità di sicurezza”.

Il segretario regionale del Sappe Michele Lorenzo ha dunque rilanciato “l’appello  per l’edificazione di un istituto penitenziario sulla provincia di Savona. Infine, invito tutti i cittadini a non restare impassibili davanti a scene di violenza, se non fosse possibile o ritenuto pericoloso un intervento di prima persona, il loro intervento può essere provvidenziale nell’allertare subito le forze di Polizia ma anche filmare la scena che potrà essere utile ai fini investigativi”.

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