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Altare, i proprietari dell’ex Savam: “Attendiamo da 11 anni un nulla-osta, solo silenzio dalle istituzioni”

Città del Vetro: "A causa dei ritardi, la nostra società è in uno stato di precarietà finanziaria"

Altare. Ancora fermo dopo 11 anni il cantiere delle ex vetrerie Savam. “A causa di evidenti e clamorosi ritardi/errori burocratici e amministrativi, dopo aver speso un importo complessivo di quasi 5,5 milioni di euro, ancora oggi manca la concessione edilizia e di finanziamenti pubblici” denunciano dalla Città del Vetro, società proprietaria della struttura.

“Lo scorso 24 marzo abbiamo inviato al Comune di Altare ed alla Regione Liguria una PEC, nella quale chiedevamo chiarimenti. Non avendo ricevuto risposta, non ne comprendiamo il motivo, abbiamo provveduto ad inviare una seconda richiesta il 3 giugno, ma ancora un volta la risposta non è arrivata. Solo dopo che la società si è rivolta all’avvocato Roberto Damonte e dopo le sue azioni volte a ottenere le risposte necessarie, c’è stata l’espressione da parte della Regione di parere non favorevole all’applicazione dell’art 110bis. Un rifiuto informale e un invito ad anticipare ulteriori 200-300 mila euro di opere, come fossero spiccioli, e senza certezze di avere un titolo coerente e complessivo”.

“Sarebbe necessario un ‘normale’ nulla osta , eventualmente anche parziale motivato, per poter iniziare i lavori previsti dai progetti, tutti approvati, sia per quanto riguarda le opere di messa in sicurezza del Rio Gavello, ritenute prioritarie nel contesto, che per le opere relative al progetto SUA approvato e secondo convenzione sottoscritta. Di fatto ogni azione attiva si è arenata in mancate risposte e mancato rilascio di nulla-osta-autorizzativi, che hanno creato notevole difficoltà nella gestione operativa della nostra azienda, che segue questo progetto dal 2006 con indagini conoscitive e di studio, che dal 28 dicembre del 2012, data di approvazione della SUA esecutivo, attende di iniziare le attività produttive per cui è nata, dopo aver investito nell’acquisto dell’area e fabbricati, alla bonifica e caratterizzazione dell’area, in attesa di poter procedere all’intervento previsto dal Progetto di riqualificazione urbana integrato”.

“L’iter burocratico cosi compromesso e non correttamente affrontato dagli enti pubblici, secondo il nostro modesto parere, ha lasciato la nostra società in uno stato di precarietà finanziaria incidendo notevolmente sui costi del mantenimento di un cantiere in stallo e non produttivo”.

Il progetto, di un valore complessivo di 20 milioni di euro, prevede oltre a nuovi appartamenti, anche ambulatori, un albergo con tanto di negozi e centro benessere. “Il lungo ritardo dei lavori ha messo a disagio l’intera comunità altarese a causa degli spazi cantiere semi abbandonati in centro paese, incidendo ingiustificatamente sulle temporalità di un cronologico rispetto dei tempi dei procedimenti e di esecutività delle opere destinate ad essere uno strumento produttivo e di sviluppo oltre che per la nostra società, per tutta la comunità locale” evidenziano da Città del Vetro.

Ma non solo, l’accusa di Città del Vetro all’amministrazione altarese riguarda anche i fondi ottenuti dal Comune attraverso un bando: “Grazie a Città del Vetro, lo stesso Comune di Altare ha potuto beneficiare, per tale procedimento, di benefici economici legati al bando disponendo di somme utilizzabili per opere pubbliche opportunamente realizzate, senza però procedere attivamente a rilasciare il nulla —osta per l’attività edilizia parte del progetto di SUA, oggetto di partecipazione al bando stesso. Alla luce di ciò, ci sarà da affrontare i procedimenti più coerenti e possibili relativi ai disposti di questo bando ERS2015, ove i ritardi non sono certamente imputabile in nessun maniera alla nostra volontà e alla nostra operatività di cantiere, di fatto, non consentita” concludono.

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