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Agricoltura, Brunetto: “Una Banca del germoplasma per tutelare i prodotti tipici”

"Consentirà di mantenere la linea 'pura' delle vecchie varietà, evitando contaminazioni e favorendo il loro adattamento al nuovo ambiente naturale"

Liguria. La creazione di una “Banca del germoplasma” che contribuisca a preservare la purezza dei prodotti tipici di Albenga (e non solo) e a favorire il mantenimento e lo sviluppo delle vecchie varietà agricole. La proposta arriva da Brunello Brunetto, candidato alle elezioni regionali della Liguria per la Lega.

“La mia ‘discesa in campo’ e la mia partecipazione alla campagna elettorale per le elezioni regionali mi hanno consentito di incontrare molte persone provenienti dai più diversi ambiti. In particolare, mi ha fatto estremamente piacere approfondire la conoscenza dei rappresentanti del settore agricolo e floricolo, due asset di primaria importanza per l’economia della nostra provincia (danno lavoro ad oltre 4mila persone) e soprattutto della Piana di Albenga, la più grande della Liguria”.

“Il messaggio che mi è giunto dalla categoria è chiaro e inequivocabile. L’emergenza Covid-19 ha messo in ginocchio l’intero settore: il blocco e la chiusura dei mercati nel pieno della stagione produttiva hanno fatto venire meno una cospicua fetta di guadagni e hanno costretto le aziende a farsi carico dei costi per lo smaltimento dei prodotti invenduti, che essendo deperibili hanno un ciclo vitale molto breve. Questa situazione ha messo in difficoltà molte aziende, alcune delle quali sono state anche costrette a cessare la propria attività. Questa situazione compromette la stabilità della nostra economia e la tenuta del territorio. Il settore agricolo, infatti, è un’importante risorsa turistica: pensiamo solo al turismo enogastronomico che ogni anno ‘muove’ milioni di persone in tutto il Bel Paese; inoltre, con il loro lavoro i nostri imprenditori agricoli presidiano l’ambiente naturale e contribuiscono a mantenerlo vivo ed integro, prevenendo il dissesto e tutti quei problemi dovuti all’incuria e all’abbandono”.

“Durante l’emergenza sanitaria il settore agricolo si è fatto carico di sostenere l’economia dell’intero Paese. Oltre ai medici, agli infermieri e ai rappresentanti di tutte le altre professioni sanitarie, gli unici a non aver mai smesso di lavorare sono stati gli imprenditori ed i lavoratori del mondo agricolo. Anche a causa della ridefinizione dei prezzi da parte della Grande distribuzione, le imprese hanno fatto registrare un calo del fatturato del 30% circa; nonostante ciò, le aziende non si sono tirate indietro ed hanno donato il loro surplus ai vari ospedali e alle residenze sanitarie per anziani presenti sul territorio. Una generosità che ben rappresenta lo spirito con cui queste realtà imprenditoriali portano avanti le tradizioni del nostro territorio”.

“Proprio per preservare queste tradizioni è necessario elaborare un progetto che consenta di mantenere intatte ed inalterate nel tempo le caratteristiche di tutta la vasta gamma di prodotti tipici. Che nel nostro territorio sono decine. Tra le specialità ingaune, infatti, non ci sono soltanto i celebri ‘Quattro di Albenga’ e cioè asparago violetto, pomodoro cuore di bue, carciofo spinoso e zucchina trombetta, ma almeno due decine di altri prodotti come il pomodoro marmanda, le bietole da costa, le cipolle e le carote della Piana; a questi si aggiungono le molte varietà di frutta e verdura che caratterizzano da sempre tutto il savonese, da Albenga a Toirano a Quiliano a Varazze. E non dobbiamo dimenticare il ruolo svolto dall’attività di ricerca (sia privata che pubblica) portata avanti dalle nostre aziende con tecnologie sempre nuove e invidiate in tutto il mondo: le nuove varietà di fiori nascono quasi tutte qui in Liguria”.

“A questo scopo propongo la creazione di una ‘Banca del germoplasma’ che ospiti campioni di semi e di tessuti vegetali dei vari prodotti tipici. Ciò consentirà di mantenere la linea ‘pura’ delle vecchie varietà, evitando contaminazioni e favorendo il loro adattamento al nuovo ambiente naturale, che con l’arrivo di sempre nuove specie di insetti dall’estero è in costante evoluzione e non sempre adatto alla sopravvivenza delle nostre piante e dei nostri alberi”.

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