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Vigili del fuoco, i sindacati: “Siamo stati convocati senza il rispetto dei termini di preavviso. Minacciati i capisaldi del nostro operato”

Usb: "Prevista nella giornata di oggi un’astensione collettiva alla convocazione"

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Savona. “Il comando provinciale dei vigili del fuoco di Savona convoca le organizzazioni sindacali omettendo l’informativa preventiva e senza rispettare i termini richiesti di congruo preavviso. Vengono così minati i capisaldi su cui si fonda il diritto sindacale in un’ottica di volontà di sottomettere e zittire il sindacato ed i sindacalisti così come accadde in epoca fascista”.

A dirlo è il coordinamento sindacale Usb, che continua: “L’appello è rivolto a tutte le organizzazioni sindacali presenti nel comando provinciale ma ancor più ai referenti regionali e nazionali delle varie sigle, confederali e non, affinchè per la giornata di oggi, 13 agosto, vi sia un’astensione collettiva alla convocazione, che dimostrerebbe l’onestà intellettuale dei vari delegati che vorranno sicuramente il bene dei lavoratori e non essere a ‘servizio’ e gerarchicamente sottoposti a questa amministrazione scorretta che tende ogni giorno a ridurre diritti e prerogative sindacali”.

“In quel tavolo si sarebbero dovuti discutere argomenti veramente importanti, quali la convenzione tra vigili del fuoco, molto impegnativa in termini di risorse umane e carico di lavoro e la società autostrade: rapporti tra vigili del fuoco e il nuovo servizio privato di elisoccorso, e vari altri argomenti afferenti l’organizzazione del lavoro e pertanto da trattare con la massima ponderazione, sobrietà e serietà” continuano dal sindacato.

Poi aggiungono: “Col preavviso di tre giorni anziché sette come da tempo chiediamo, ed in assenza dell’informativa preventiva (comunque già di per sé illeggittima) si rischia di prendere delle decisioni al buio, che ricadono direttamente sui lavoratori e su tutto il mondo del lavoro, oramai sempre più orientato verso lo smantellamento dei diritti”.

“A nulla vale l’aver giurato verso la Costituzione Italiana, puntualmente disattesa. Pensate che ancora nel 2020, lo Stato italiano attraverso il ministero dell’interno,
incarnato ad oggi dall’ingegnere Gissi Emanuele, continua a calpestare la dignità di quei precari (camuffati come volontari) richiamandoli solo per una giornata, spesso senza preavviso, calpestando la loro dignità, e sfruttando l’aspettativa di questi uomini e donne che più o meno consapevolmente ambiscono a far parte del corpo nazionale, prestandosi quindi a qualsiasi tipo di ricatto. Allo stato attuale gli elementi per il reato di attività sindacale ci sono tutti, valuteremo l’azione più consona alla circostanza” concludono dal coordinamento Usb.

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