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Vendita Isola Gallinara, i Verdi Savonesi: “Trasformarla in un parco pubblico è possibile”

"Andrebbe a beneficio della cultura locale e del turismo savonese. Non si possono più ripetere gli errori del passato"

Albenga. “La prelazione’ sull’acquisto dell’Isola Gallinara è possibile e ci sono dei precedenti importanti”. Ne è sicuro il portavoce dei Verdi Savonesi Gabriello Castellazzi, che interviene così sulla vicenda riguardante la vendita della celebre isola situata tra Albenga e Alassio che di recente sarebbe stata acquistata da un magnate ucraino.

Secondo Castellazzi, per far diventare l’isola “un parco pubblico a beneficio della cultura locale e del turismo savonese sarebbe sufficiente seguire lo stesso iter burocratico attivato nel 2016 dal sindaco del piccolo Comune di Capaccio-Paestum in Campania. In quell’anno nel territorio di quel Comune, ai confini del noto sito archeologico di Paestum, veniva messo in vendita un edificio storico, inserito in una vasta area parco, con potenzialità enormi anche dal punto di vista naturalistico. Grazie al provvidenziale intervento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, informato dell’atto di vendita, veniva portata a termine la pratica di acquisizione dei preziosi beni
(4 milioni di Euro) mettendo in atto il diritto di prelazione”.

“L’operazione venne perfezionata grazie all’intervento della Soprintendenza ai Beni Culturali della Campania e partì immediatamente dopo la trasmissione, da parte del Comune, di una delibera di giunta che rivolgeva al ministero competente la formale richiesta di acquisizione di tali beni al patrimonio pubblico. Il documento era opportunamente corredato dai certificati di destinazione urbanistica e dai titoli edilizi relativi agli immobili presenti nell’area. Legambiente definì questo provvedimento ‘una scelta lungimirante per investire nel futuro in bellezza e cultura’”.

“L’Isola Gallinara, per fortuna nostra, presenta caratteristiche storico-ambientali analoghe a quel sito Campano. L’eredità storica della Gallinara riguarda la presenza sull’isola, nel IV secolo d. C. , di Martino di Tours (pellegrino tra i popoli europei e uno dei fondatori del monachesimo in occidente), nel 1162 di Papa Alessandro III (durante il suo trasferimento in Francia) e l’insediamento della Badia Benedettina che dall’VIII al XIV secolo operò nei vasti possedimenti in terraferma, da Sanremo a Finale Ligure. I valori naturalistici e del paesaggio sono certificati e sottolineati dal fatto che l’isola è ‘Parco Naturale Regionale dell’Isola Gallinara’ in forza delle legge regionale numero 40 del 12 settembre 1977 e della legge numero 11 del 26 aprile 1989 sulle ‘Norme per la salvaguardia dei valori naturali e per la promozione di parchi e riserve naturali in Liguria’. La legge è molto chiara e tende a ‘garantire la tutela, la riqualificazione dell’ambiente naturale e dei valori storico-culturali, delle caratteristiche paesaggistiche del territorio con particolare riguardo al patrimonio zoologico-botalico-archeologico- geomorfologico, per promuovere la fruizione a fini scientifici, culturali e didattici dei beni ambientali in forme compatibili con la loro tutela’. Tutto ampiamente documentato nella recente ricerca pubblicata dal WWF”.

“La Regione Liguria prevedeva che il Comune di Albenga potesse ‘procedere all’acquisizione delle aree e degli immobili, indispensabili per l’attuazione dei programmi, mediante espropriazione per pubblica utilità, ai sensi e con le modalità di cui alla normativa vigente in materia qualora non si fosse pervenuti alla stipula di una convenzione con i privati’. Le risorse finanziarie sarebbero derivate da contributi regionali e di altri Enti pubblici o privati. Questo non avvenne. Ma non si possono ripetere gli errori del passato. Per i Verdi savonesi è il momento di recuperare il tempo perduto”.

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