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Varazze ha reso omaggio alla Beata Vergine Maria Assunta in cielo

Niente processione ma numerosi fedeli "in visita" alla Madre celeste

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Varazze. Il Coronavirus ha ridimensionato purtroppo molte ricorrenze e festività che in Liguria sono il simbolo di antiche tradizioni e di una fede sincera e cristallina ma non è riuscito ad intaccare la sostanza vera e propria di quelle inalienabili eredità, che sono la vera ricchezza di un popolo che si rialza sempre dopo ogni pur grave caduta.

Traiamo queste considerazioni in seguito ai festeggiamenti in onore di Nostra Signora Assunta, conclusisi dopo una partecipata e toccante novena organizzata dall’omonima confraternita, condotta dal dinamico Giuseppe Ghigliazza, esponente della salesianità varazzina e confratello. Anche in questo tribolato 2020 la Vergine è stata ancora una volta al centro dell’attenzione religiosa della città con un sincero e commovente affetto che ha fatto rimarcare il vero significato di questa ricorrenza dogmatica.

Niente processione nelle vie del centro storico, dove sorge la chiesa le cui origini risalgono alla metà del XIV secolo (allora intitolata a Santa Maria di Castello) e che custodisce l’artistica statua processionale di scuola del Maragliano (1740 circa) e le quadrerie alle pareti del tempio, di ignoti ma interessanti artisti del ‘600, di prossima attesa e sperata restaurazione, oltre all’immagine della Madonna della Misericordia, della seconda metà del ‘700.

Niente fasto dunque ma un chiaro rispetto alle radici profonde evidenziate dalle parole del priore della confraternita Giacomo Zunino: “Ci rendiamo tutti conto del momento difficile che stiamo attraversando ma sappiamo che Lei, Maria Santissima, ci proteggerà come sempre ha fatto nel passato, quando terribili alluvioni e le bombe dal cielo hanno preservato questa piccola e umile testimonianza di fede e di affetto che è la “Sua” casa varazzina, di cui siamo sereni e compatti custodi”.

Durante questa sentita e partecipata dichiarazione di fede, l’effige di Maria Assunta in Cielo brillava all’interno della chiesa, alle luci di tante candele, che incessantemente inviavano preghiere e sofferte richieste di grazia alla madre del Redentore e di tutti noi, spesso figli inconsapevoli del Suo amore.

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