Privata da 154 anni

Tutti mobilitati contro il magnate ucraino che ha comprato la Gallinara. Ma esiste un’alternativa credibile?

Gli enti pubblici dovrebbero sborsare la stessa cifra, da 10 a 25 milioni. La proposta dell’ex sindaco Zunino per non vietarla a cittadini e turisti

isola gallinara

Albenga/Alassio. La vicenda dell’Isola Gallinara, venduta a un magnate ucraino attraverso una società di Monaco (leggi qui) rischia di attorcigliarsi, senza andare al dunque. 

In questi giorni si sono giustamente sprecati i buoni propositi di sottrarla al ‘barbaro’ venuto dall’Est, tanti hanno mostrato indignazione (per onestà intellettuale o per fare numero), invocando l’intervento pubblico con qualsiasi mezzo. 

Si è per fortuna mosso il ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha contattato il sindaco di Albenga (leggi qui) Riccardo Tomatis (l’isola è nel mare di Albenga anche se Alassio ne rivendica da sempre almeno la ‘comproprieta’), assicurandogli, come fanno sempre i politici in queste circostanze, il massimo interessamento ecc ecc.

Un intervento lodevole, sia chiaro, ma che si basa su un presupposto che potrebbe costituire la conclusione di questo nostro ragionamento: ben che vada, il Ministero riuscirà a dimostrare che la parte pubblica ha il diritto di prelazione, cioè potrebbe diventare proprietaria dell’isola sborsando la stessa cifra del magnate ucraino, quindi 10 milioni di euro, anche se qualcuno parla addirittura di 25. Ora, bisognerebbe capire se lo Stato sarebbe disponibile a spendere una cifra simile, visto che il Comune non può ovviamente permetterselo.

L’onorevole Franco Vazio del Pd (leggi qui) assicura che il governo metterà a disposizione i fondi, ma visto com’è finita la storia dell’Aurelia bis ci sia consentito di aspettare fatti concreti prima di esultare.  Così bisogna almeno ipotizzare altre soluzioni che proveremo a individuare con l’aiuto di Mauro G. Zunino, ex sindaco di Albenga, imprenditore e presidente onorario dell’Aero Club Savona e della Riviera Ligure. 

Nel frattempo un po’ di storia ci aiuta a ricordare che la Gallinara è privata non da oggi ma da 154 anni, da quando cioè la diocesi di Albenga la cedette a un banchiere di Imperia. 

L’ultimo tentativo pubblico di valorizzare l’isola si deve, poco meno di vent’anni fa, all’amministrazione guidata proprio da Mauro G. Zunino (ecco perché abbiamo fatto ricorso al suo aiuto), che cercò di attingere, cosa mai avvenuta prima, ai finanziamenti europei di Obiettivo 2. 

Seguirono contatti con la Società proprietaria dell’isola (di cui facevano parte Sommariva di Albenga e Betti di Alassio), che si dichiarò disponibile a formare una società mista con il Comune. 

Fu definito un progetto di valorizzazione a fini turistici e culturali.  Non una cosa da poco perché prevedeva il ripristino dei sentieri, la realizzazione di impianti antincendio e di approvvigionamento idrico ed elettrico, la sistemazione dell’approdo ed altro ancora. Ma poi la giunta Zunino cadde e con essa il progetto per la Gallinara, non senza aver prima assistito alle immancabili accuse di speculazione edilizia. 

E ora? Affidiamo a Zunino un’idea, una proposta che potrebbe fare essere perfezionata da chi ha il titolo per farlo, se volesse farlo. 

Spiega Zunino: “L’unica strada che intravedo è quella di raggiungere un accordo con la nuova proprietà, al di là dei suoi progetti, per renderla fruibile, ovviamente con modalità da concordare e con le giuste cautele, anche da cittadini e turisti. Potrebbe almeno essere una buona base su cui lavorare”.

I gabbiani reali che vivono sulla Gallinara (una specie molto rara) avranno comunque nuovi compagni d’avventura. Vediamo di fare in modo che non sia solo il magnate ucraino a sceglierli.

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