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Stop all’autogrill più bello d’Italia: cacciata la famiglia Marenco

Divenne famoso per il cibo genuino legato al territorio

Carcare. Siamo arrivati al definitivo addio della famiglia Marenco alla gestione dell’Autobar di Carcare, l’autogrill sull’autostrada Savona-Torino direzione Piemonte, poco dopo lo svincolo per Altare. 

Una di quelle storie che intrecciano burocrazia, ottusità imprenditoriale, mancanza di lungimiranza, di cuore e di passione. Una di quelle storie che fanno male a questo nostro povero Paese e che sembrano invitare i cittadini – soprattutto i giovani – a lasciar perdere, altro che lavorare. 

Vi evitiamo tutti i passaggi burocratici per arrivare alla sostanza, ricordando subito che la malefatta si deve alla Società Autofiori, proprietaria assieme alla Savona-Ventimiglia anche di questo tratto.

Dunque, la famiglia Marenco gestisce da tre generazioni l’Autobar, oggi con Massimiliano, la mamma Guglielmina e la sorella Verena. 

La storia è nota a molti (ne hanno parlato stamattina, mercoledì 6 agosto, anche La Stampa e Il Secolo xix) perché questo autogrill è considerato il più bello d’Italia (la definizione si deve al critico enogastronomico Edoardo Raspelli) per come è attrezzato e soprattutto per il cibo, legato al territorio, come i panini con la frittata e la salsiccia di Bra o i funghi sott’olio di Calizzano. 

Una complicata storia di appalti (se abbiamo capito bene, ad esempio, chi gestisce questo autogrill deve gestirne anche altri cinque), di quelli che fanno felici certi manager, pronti con le slides a dimostrare ai loro superiori quanto hanno risparmiato per avere un premio a fine anno. 

E allora toast che sanno di plastica, altro che frittata.

I Marenco l’hanno tirata per le lunghe il più possibile, ricorsi e controricorsi, ma il 15 settembre devono lasciare le chiavi. Non è stato possibile avere ancora un rinvio sino a fine anno. 

La famiglia Marenco cerca ora di aprire un’altra attività “anche – spiega Massimiliano – per trasferirvi le sculture e le piante che mio padre aveva sistemato qui. Ma non è mica facile…”.

Sì, non è facile, e avreste dovuto sentire l’amarezza con cui questa frase è stata pronunciata.

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