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Sanità, esposto del Comitato per la Salute della Valbormida: “Senza pronto soccorso non è garantito il diritto alla salute”

"La lesione dei diritti costituzionali ancora più forte dopo la chiusura del punto di primo intervento (sulle 24 ore) declassato a mero ambulatorio per codici bianchi"

Valbormida. “Senza un presidio di pronto soccorso in valle non è garantito il diritto fondamentale alla salute”. Ne sono convinti i rappresentanti del CSL – Comitato Difesa Sanità Locale Permanente della Valbormida, che ieri mattina hanno depositato un esposto per segnalare alla Procura della Repubblica di Savona “molteplici e circostanziate criticità nella erogazione dell’assistenza sanitaria in Valbormida e, in particolare, nell’assicurare il rispetto dei tempi degli interventi di emergenza-urgenza, così come stabiliti con il decreto ministeriale 70/2015 e dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato”.

Secondo il comitato presieduto da Giuliano Fasolato “in più occasioni è emersa l’impossibilità di assicurare un tempo di percorrenza non superiore a sessanta minuti dal momento in cui il paziente viene prelevato dal luogo dell’incidente (ad esempio Piana Crixia) a quello di arrivo presso il più vicino pronto soccorso (San Paolo di Savona o, in alternativa, Santa Corona di Pietra Ligure). Il mancato rispetto dei tempi massimi di percorrenza, da un lato legittima la richiesta di classificare l’ospedale San Giuseppe di Cairo come ‘Ospedale di Area Disagiata’, ai fini della riattivazione del pronto soccorso e dei servizi a supporto, mentre, dall’altro, nel contesto di una accertata inefficienza dei servizi di continuità assistenziale, della mancanza di un servizio di elisoccorso operativo anche nelle ore notturne e della presenza di diverse aziende a rischio di incidente rilevante, porta con sè la possibile configurazione di reati (come ad esempio turbativa/interruzione di pubblico servizio, omissione di atti d’ufficio etc.)”.

“Sono venticinque anni che il Comitato cura e promuove gli interessi degli abitanti della Valle in campo sociale e sanitario. Ciò che viene messo in evidenza è la lesione del diritto primario alla salute sancito in Costituzione all’articolo 32. Una lesione che è emersa con ancora più forza a seguito della chiusura del punto di primo intervento (sulle 24 ore) declassato a mero ambulatorio per codici bianchi. Se ci saranno delle risultanze, la Procura di Savona sarà certamente in grado di metterle in evidenza ed individuarne i responsabili”.

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