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Salvini in visita a Genova Marassi: “Troppi detenuti stranieri, bisogna espellerli e chiudere i porti. A Savona serve un nuovo carcere”

"E' una provincia totalmente priva di strutture detentive"

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Liguria. “Insistiamo per il nuovo carcere a Savona visto che è una provincia totalmente priva di strutture detentive”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini che stamattina ha visitato il carcere genovese di Marassi accolto dai militanti del Carroccio.

“Sei detenuti su dieci sono stranieri. Cioè i genovesi e gli italiani oggi pagano colazione, pranzo e cena a 6 ospiti su 10 che arrivano dal resto del mondo”, ha aggiunto. La soluzione? “Espellere chi è arrivato senza titolo e chiudere i porti è l’anticipo e poi il 40% di italiani dovrebbero essere messi nella condizione di lavorare per ripagare il costo della loro detenzione”.

Molte le criticità secondo l’ex ministro dell’interno: “Camerate vecchie, una mensa che non basta neanche per la metà della gente. Ci sono 200 detenuti in più e più della metà sono stranieri che fanno casino, aggrediscono, minacciano e sputano. Ci sono troppi delinquenti stranieri e troppo pochi poliziotti italiani dentro. Entrano i telefonini come se non ci fosse un domani. Se uno è dentro perché è un mafioso e gli entra in cella un telefonino con cui comanda i suoi traffici c’è qualcosa che non funziona”.

“Quando torneremo al governo il corpo della polizia penitenziaria dovrà tornare sotto il ministero dell’interno come corpo di pubblica sicurezza”, promette Salvini. Che poi conclude: “I cosiddetti garanti dei detenuti in Liguria potrebbero dedicarsi ad altre attività come la coltivazione del basilico. C’è bisogno del garante dei poliziotti più che del garante dei detenuti”.

Viale Salvini Marassi

Ad accompagnare Salvini nella sua visita a Marassi c’era anche Sonia Viale, assessore alla sanità e vice presidente della Regione Liguria: “Questa mattina ho partecipato alla visita del Senatore Salvini presso il carcere di Marassi: un incontro dedicato all’ascolto del personale della polizia penitenziaria. L’appuntamento ha posto particolare evidenza sull’importanza della sanità penitenziaria garantita dall’Asl3, sulla creazione della Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) provvisoria da parte della Regione Liguria e sulla tempestività con cui è stata gestita la situazione durante la pandemia attraverso i prelievi sierologici sia al personale del carcere sia ai detenuti”.

“Come Regione ci siamo anche dedicati ad elaborare un importante protocollo per la prevenzione dei suicidi in carcere, tema particolarmente sentito dagli agenti. La visita di questa mattina è servita a sottolineare le criticità presenti in un settore così delicato come il carcere e l’impressione che la stessa sia stata apprezzata da tutto il personale per la possibilità di esporre problematiche difficili e non sempre visibili”.

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