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Ritorno a scuola, Ciangherotti (FI): “Lavoriamo per garantire spazi fruibili nel pienoe rispetto dei protocolli Covid”

"Sulla salute dei ragazzi e degli insegnanti non si transige. Lo dico anche da medico"

Provincia. “Stiamo lavorando in provincia per garantire spazi scolastici fruibili nel pieno rispetto dei protocolli Covid”. Il conto alla rovescia verso il suo della prima campanella scolastica procede senza sosta”. Il 14 settembre si avvicina e il consigliere provinciale con delega alliIstruzione Eraldo Ciangherotti segue “con impegno” l’evolversi della situazione.

“Dirigenti e collaboratori scolastici lavorano alacremente anche se il Governo è stato assente. Inoltre le risorse necessarie e talvolta solo promesse dal Governo sono insufficienti per potenziare con nuovi edifici le nostre scuole. Facciamo però il possibile per mettere in sicurezza sanitaria alunni e personale scolastico”.

Per Eraldo Ciangherotti “sulla salute dei ragazzi e degli insegnanti non si transige. Lo dico anche da medico: l’ennesimo esempio dell’ufficio complicazione affari semplici è sempre al lavoro. Ministeri, istituti e agenzie. Mi ricorda l’antica Grecia, con il paziente in barella sull’agorà e ognuno che passa dice la sua. Ma qui rischiamo che il paziente muoia in attesa della cura. Prima il dibattito sui banchi, poi quello sulle mascherine ‘si o no’ quindi quello su raccomandazioni per l’osservanza delle prescrizioni. Il Governo invita alla calma sostenendo che non esistono criticità, ma non è così. Al lavoro ci sono le Regioni, le Province e i Comuni perché la data di inizio del nuovo anno scolastico venga rispettata”.

“Ma oltre alle prescrizioni per evitare i contagi c’è un altro problema da risolvere: mancano gli insegnanti. Le responsabilità, anche in questo caso, sono di un Governo sempre in ferie che non si è ancora adeguato ai tempi e che decide sempre all’ultimo minuto. A rimetterci sono le scuole e le famiglie dei ragazzi. Riaprire la scuola è una necessità per l’educazione dei nostri figli, ma non ci sono risorse e soprattutto le decisioni operative come sempre tardano ad arrivare a maggior ragione quest’anno, in tempi di Covid, il Governo non avrebbe dovuto dormire, ma agire con tempestività”.

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