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Regionali 2020, ecco le liste di Pd e Articolo 1. Orlando: “Rimonta possibile, con Toti solo decrescita infelice” fotogallery

Sansa: "Riunione con tutti i candidati dell'alleanza giallorossa, sabato sarà depositato anche il programma condiviso"

Liguria. “Dobbiamo chiedere scusa agli elettori per averci impiegato così tanto, ma è stato tempo speso bene e lo dimostreremo”. Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, che insieme alla senatrice Roberta Pinotti e al coordinatore nazionale di Articolo 1 Arturo Scotto, ha presenziato alla conferenza stampa della presentazione delle liste unitarie dei due partiti oggi a Genova in vista delle prossime elezioni regionali. Non poteva mancare anche il candidato presidente della Regione Liguria Ferruccio Sansa.

Con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza di sabato i Dem e gli alleati del campo progressista hanno ultimato anche gli ultimi dettagli e messo a posto le pedine mancanti.

I nomi. Sono 16 i candidati nel collegio di Genova, il capolista è Giovanni Lunardon, già capogruppo in consiglio regionali, e con lui tentano il bis (o il tris) Luca Gaibaldi e Pippo Rossetti. Poi abbiamo Patrizia Avagnina, canditata per Articolo 1, pasionaria delle lotte dei cittadini di Cornigliano, per articolo 1 anche Silvio Del Buono, già direttore scientifico dell’ospedale Gaslini, Maria Luisa Biorci, ex sindaco di Arenzano, e quello attuale Luigi Gambino, Viola Boero, giovane attivista della sezione di Voltri, e poi Katia Piccardo, sindaco di Rossiglione, Armando Sanna, sindaco di Sant’Olcese, i consiglieri comunali genovesi Claudio Villa e Alberto Pandolfo, Elena Putti, segretaria di sezione alla Foce, Angelica Radicchi, indipendente forte del e Lucina Torretta, assessore del municipio Media Val Bisagno.

A Savona si candidano Mauro Righello, Alessandra Gemelli, Roberto Arboscello, Ilaria Pietropaolo e Massimo Niero. Nell’imperiese correranno Annina Elena, Andrea Gorlero, Enrico Ioculano e Claudia Regina Alla Spezia i candidati sono Davide Natale, Francesca Castagna, Ilario Agata, Fabrizia Pecunia e Pieraldo Canessa.

“Da domani iniziamo una campagna elettorale difficile ma che siamo convinti di poter concludere con successo – dice il segretario regionale del Pd Simone Farello – perché pensiamo che i liguri non condividano la politica attuale e perché abbiamo delle candidature forti, c’è tanto rinnovamento non solo anagrafico e ci sono persone pronte per il governo, pronte per affrontare dinamiche difficili in una regione che è stata abbandonata”. Anche il coordinatore regionale di Articolo 1 Marco Furfaro ha la stessa convinzione.

Ma al di là della presentazione dei nomi, molti dei quali già noti nei giorni scorsi e già pienamente impegnati nella loro campagna elettorale, è chiaro che la partita che si gioca in Liguria ha il peso di un esperimento nazionale.

“E’ sempre positivo quando il tuo avversario ti sottovaluta – dice Andrea Orlando – perché ti dà la possibilità di organizzare meglio il contropiede e la rimonta, Toti ha fallito, in questa regione ci troviamo di fronte a una destra che non ha neppure l’appeal delle altre regioni governate dalla destra, dove pure si sono fatte scelte antipopolari, dalle cementificazioni ai tagli della sanità pubblica, e tuttavia sono cresciute, qui la destra ha perso posti di lavoro, la Liguria non ha più una banca, non ha più un giornale, c’è un processo di deindustrializzazione in atto e noi dobbiamo batterci per interrompere un processo di decrescita infelice come quella che Toti sta realizzando”.

Per la senatrice genovese Roberta Pinotti la coalizione allargata che si presenta alle elezioni è già un risultato: “Nel momento in cui decidiamo di finirla con Salvini e decidiamo di andare al governo con i M5s facciamo una scommessa che parte dall’idea di restare in Europa e di portare una serie di valori che sono compatibili, trovo assurdo che non si provi a riprodurre a livello locale quello che è avvenuto a livello nazionale”.

Il più deciso su questo aspetto è Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Articolo 1, soddisfatto per la creazione di una “noi ci crediamo a questa intesa – ha sottolineato – a questo campo progressista allargato, mi fanno sorridere i benpensanti che di fronte a scelte anche dolorose fatte dal Movimento 5 Stelle, hanno detto che hanno tradito, che sono diventati una costola del centrosinistra, io credo che quando in politica si evolve, se si va verso posizioni progressiste ed europeiste, e contro la corbelleria che destra e sinistra siano la stessa cosa, io credo sia un fatto positivo per la democrazia italiana”.

Anche Secondo Scotto, ci sono margini di recupero: “A me fa sorridere un presidente della Regione che si preoccupa più di tenere aperte le discoteche che di riaprire le scuole a settembre, un presidente che ha pensato in questi anni solo a tagliare nastri e che poco si è occupato dei problemi di mobilità, per non parlare della sanità – continua Scotto – un presidente della Regione che di fronte alle criticità si gira dall’altra parte pur di attaccare il governo è una vergogna”.

Ora, con questi presupposti, e dopo la sofferta trattativa di inizio estate, ci si domanda se la campagna elettorale decollerà in maniera unitaria o se Pd, campo progressista, lista Sansa e M5s continueranno ad agire da separati in casa. E’ lo stesso candidato presidente a sottolineare: “Non è così – dice – sabato insieme alle liste presenteremo il programma condiviso che abbiamo affinato, e ho proposto a tutti i candidati di tutte le liste di vederci, tutti insieme, nei prossimi giorni per mettere in atto iniziative comuni”.

Più pragmatico Simone Farello: “Il comitato di sostegno a Sansa non è nato attorno a lui, dal nulla, ma ha unito forze reali già esistenti, ora si parte con le campagne elettorali che saranno contemporanee, quella con il candidato presidente e quelle delle singole liste, perché la competitività interna, siamo convinti, è un elemento di successo”.

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