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Regionali 2020, Brunetto: “Molti stupiti dalla mia scelta, ci metto la faccia per provare a cambiare le cose” 

"Un sentito ringraziamento al senatore Ripamonti, all'onorevole Rixi e alla Lega in generale, per la fiducia che mi hanno concesso"

Liguria. Ha ufficializzato ieri la sua “discesa in campo” per le regionali 2020. Lo farà nelle file della Lega, partito che ha tenuto le redini della sanità ligure, con l’attuale vicepresidente e assessore regionale Sonia Viale.

Si tratta del dottor Brunello Brunetto, primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Paolo, responsabile Area Trauma della Regione Liguria e fresco neo candidato con il Carroccio.

Una scelta che ha suscitato, come prevedibile, le reazioni più disparate, in positivo ma anche, purtroppo, in negativo: a prescindere dello schieramento, ok alle critiche ovviamente, ma insulti e attacchi personali non sono tollerabili. Eppure avvengono spesso, come nel suo caso.   

“Prima di tutto, – ha esordito Brunetto ai microfoni di IVG.it, – ci tengo a precisare che ho ricevuto un fiume di commenti, critiche e attestati di stima. Va bene tutto, ma mi duole registrare anche alcuni insulti e allusioni che mi hanno profondamente ferito, diciamo che ho sperimentato sulla mia pelle i famosi leoni della tastiera”.

Quindi un passaggio obbligato sul motivo della scelta di “scendere in campo”: “I cittadini savonesi mi hanno scoperto, se così si può dire, nel momento peggiore dell’emergenza. Ma io lavoro nella sanità ligure da 36 anni e voglio chiarire i dubbi ad alcuni dei miei detrattori: non faccio questa scelta per fini personali, dato che sono a pochi anni dalla pensione non ho fatto questa scelta per fare carriera, anzi il contrario. Ho deciso di metterci la faccia perché avendo lavorato al Santa Corona prima e al San Paolo adesso posso dire di conoscere benissimo la sanità savonese e ligure. Ho spiegato al partito gli errori che sono stati fatti in questi anni, e in quelli precedenti, e spero di poter dare il mio contributo nel cambio di rotta”.

Tra gli attestati di stima e le critiche piovute via social sul profilo del medico savonese, in molti hanno puntato il dito sul suo “doppio ruolo” e su una conseguente, presunta “incompatibilità”.

“E’ ovvio, – ha proseguito Brunetto, – che non svolgerò due lavori e tantomeno percepirò due stipendi. Ho deciso di impegnarmi perché ero stufo di subire decisioni che non tenessero conto delle reali necessità della sanità. Così come in piena emergenza Covid-19 abbiamo ripensato i reparti, la gestione dei protocolli e di tutto il resto per cercare di salvare più vite possibili”. 

“Io non sono un politico di professione, ma credo di avere le basi per poter parlare al mio mondo e chiedere fiducia, così come avviene quotidianamente in corsia. Non ho mire di poltrone o di ruoli: voglio solo far sapere agli elettori savonesi preoccupati sul futuro della sanità che mi impegnerò per un cambio di rotta”, ha aggiunto.

Cinque anni fa lo slogan era “modello Lombardia”, oggi però, complici le parole di Matteo Salvini proprio ai microfoni di IVG.it (leggi qui) sembra esserci stata una sorta di inversione di rotta, con il ritorno in auge del “pubblico”. 

“Così come sottolineato recentemente da Matteo Salvini, il ruolo della sanità Pubblica, dove funziona, deve essere mantenuto e rafforzato. Io sono sempre stato in corsia, credo che si possa cambiare e rispondere alle esigenze dei cittadini. Se sarò eletto, spero di poter dire la mia nella commissione dedicata perché è da li che partono le direttive. Non dimentichiamoci che il peso della sanità nel bilancio regionale è enorme”, ha spiegato ancora.

“Infine, non posso non rivolgere un sentito ringraziamento al senatore Paolo Ripamonti, all’onorevole Edoardo Rixi e alla Lega in generale, per la fiducia che mi hanno concesso e che spero vivamente di poter ripagare”, ha concluso Brunetto. 

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