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Privatizzazione ospedali, il 27 agosto la riunione del distretto socio-sanitario ingauno. I sindacati: “Cosa aspetta la Valbormida?”

"I Valle solo alcuni sindaci si sono resi disponibili ad effettuare la riunione perché preoccupati dallo stato in cui versa l’ospedale di Cairo Montenotte"

Albenga/Cairo Montenotte. E’ in programma per domani, giovedì 27 agosto, alle 17.30 l’incontro del distretto socio-sanitario albenganese richiesto da Cgil, Cisl e Uil per discutere del futuro dell’ospedale di Albenga “alla luce della scellerata scelta da parte della Regione Liguria di privatizzare parte della sanità pubblica Ligure”. I sindacati sono ancora in attesa, invece, della convocazione del distretto socio-sanitario di Cairo Montenotte: in questo caso, solo alcuni sindaci “si sono resi disponibili ad effettuare la riunione perché preoccupati dallo stato in cui versa l’ospedale di Cairo Montenotte”.

Come ribadisce ancora una volta il segretario di Cgil Savona, Andrea Pasa, le segreterie provinciali dei tre sindacati confederali sono “preoccupate dello stato di degrado in cui si trovano le strutture che insistono sulla nostra provincia, perché depotenziati in questi anni in attesa del privato, e delle tante troppe denunce inascoltate fatte ai tavoli regionali e locali”. Per questo “nelle settimane scorse avevano richiesto due incontri ai distretti socio sanitari dei territori interessati (Val Bormida e albenganese) a tutti i sindaci e Consiglieri Comunali dei Comini che compongono i due distretti (circa 40). La richiesta di incontro ha come obbiettivo quello di coinvolgere tutta la politica e gli amministratori locali sui temi legati alla sanità (ospedali, rete territoriale, eccetera) partendo da un monitoraggio della situazione attuale, gli impegni dell’amministrazione regionale ancora disattesi in termini di investimenti in personale, strutture e strumentazione e soprattutto per condividere linee guida comuni per salvaguardare la salute di tutti i cittadini e il ripristino e il funzionamento degli ospedali fondamentali per due territori molto provati anche dalla crisi socio-economica degli ultimi anni. Incontri costruttivi”.

“Siamo preoccupati non solo per i continui tagli fatti dalla Regione Liguria nella sanità soprattutto nell’ospedale di Cairo (depotenziandolo fino alla quasi totale chiusura dello scorso mese di marzo) lo siamo ancor di più per la totale mancanza di idee , proposte , strategie per il futuro. Questo silenzio della politica locale e degli amministratori locali valbormidesi (che non riescono neppure a concordare e convenire una data per incontrare le organizzazioni sindacali del territorio su un tema così delicato quale la sanità) dimostrano di non conoscere davvero la gravità della situazione”.

“Per l’ospedale di Cairo Montenotte non sono sufficienti le poche, pochissime aperture fatte nei giorni scorsi. E’ profondamente sbagliato continuare a sostenere che la situazione pre covid debba essere il punto di arrivo. La situazione pre covid era già insostenibile e pericolosa. E’ quindi necessario ragionare su un altro tipo di percorso, che coinvolga tutto il territorio valbormidese (che conta oltre 40 mila abitanti) sulla fragilità delle infrastrutture, sulle patologie croniche, sul dato demografico e quindi sviluppare ma soprattutto potenziare la rete territoriale sanitaria e il presidio ospedaliero cairese, attualmente inesistente per i tagli e la decisione della politica regionale degli ultimi 10 anni”.

“Infine alla luce della decisione del Tar penso sia assolutamente necessario che la Regione Liguria riconsideri la strada intrapresa della privatizzazione sia per l’ospedale di Albenga che per quello di Cairo Montenotte ed inizi invece un percorso di investimenti pubblici che riportino i due nosocomi ad essere pienamente funzionanti. Noi continueremo a costruire proposte serie e concrete in totale autonomia , forti delle conoscenze ed esperienze di tantissimi anni delle organizzazioni sindacali confederali savonesi , liguri e nazionali”.

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