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Pietra Ligure, a Gianni Riboldi l’attestato di benemerenza. Il sindaco: “Un’emozione incontrarlo”

"A ricordo dell’opera e dell’impegno prestati nella prima missione di pace italiana all’estero durante la guerra tra le due Coree"

Pietra Ligure. Il Sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi ha conferito l’attestato di benemerenza all’illustre concittadino Giovanni (Gianni) Riboldi “a ricordo dell’opera e dell’impegno prestati nella prima missione di pace italiana all’estero durante la guerra tra le due Coree, nei primi anni ’50 e per il traguardo dei suoi splendidi 95 anni”.

“E’ stato per me un onore consegnare a Gianni Riboldi, nel giorno del suo novantacinquesimo compleanno, l’attestato di benemerenza conferitogli in riconoscimento dell’impegno, dell’abnegazione e della professionalità profusi in quella che, di fatto, fu la prima missione di pace dell’Italia all’estero, facendo parte, come tecnico radiologo, dell’”Ospedale da campo n. 68” del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, allestito alla fine del 1951 nel sanguinoso teatro bellico del conflitto tra le due Coree – esordisce il Sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi –. E’ stata veramente una grande emozione incontrare a casa sua questo splendido novantacinquenne dai ragionamenti impeccabili, la memoria di ferro e il fisico ancora in forma, sotto l’occhio vigile di onorificenze, attestati e medaglie, tra cui la Medaglia d’Argento al Merito Civile conferita all’Ospedale da Campo N. 68 dal Presidente della Repubblica Ciampi nel 2000 e diversi riconoscimenti del Presidente della Corea del Sud e degli Ambasciatori di Seul a Roma, a dimostrazione dell’encomiabile opera svolta da lui e dal nostro contingente per ristabilire, sotto l’egida delle Nazioni Unite, la pace e aiutare la popolazione allo stremo.

“Per il nostro Paese quella fu una iniziativa molto importante e fondamentale per l’ingresso dell’Italia nelle Nazioni Unite – continua il Sindaco – E’ stato commovente sentirlo raccontare del suo contingente, di cui lui è l’ultimo superstite, delle difficilissime condizioni climatiche e ambientali in cui si trovarono ad operare con mezzi non proprio all’avanguardia, degli sforzi instancabili per prestare cura e soccorso alle vittime di quel conflitto e alla popolazione locale priva di assistenza sanitaria”.

“E’ stato un incontro bello, toccante e molto istruttivo. Grazie Gianni!” conclude De Vincenzi.

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