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Pasquali (IV): “Reddito di Cittadinanza un fallimento. Alla Liguria serve innovazione”

"Un grande impulso lo deve dare l'Università: sostenere l'impresa digitale significa creare occupazione, altro che reddito"

Liguria. “Sono stati resi noti i dati relativi agli impieghi di lavoro trovati di coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. In Liguria ha trovato lavoro solamente il 6% dei beneficiari. Ma vediamo nel dettaglio i dati: sono state solamente 843 persone (a marzo di quest’anno) ad aver firmato un contratto di lavoro grazie ai tutor. I percettori del reddito in Liguria sono la bellezza di 39mila, di cui solamente circa un terzo sono stati convocati per un colloquio.

“Ciò sta a dimostrare il sostanziale fallimento di una misura assistenzialista che non serve ad inserire le persone e, in particolare, i giovani, nel mondo del lavoro. Al contrario, alla Liguria serve innovazione”. 

Parola di Barba Pasquali, candidata consigliere con Italia Viva a sostegno di Aristide Massardo alle prossime elezioni Regionali 2020 del 20 e 21 settembre.

“Chi si candida a governare questa Regione deve pensare al futuro dei giovani. Occorre capire bene quali sono e quali saranno i mestieri e le professioni del futuro in una regione come la nostra e legare i percorsi di formazione all’economia reale e alle prospettive, concrete, di occupazione, – ha proseguito Pasquali. – Un grande impulso lo deve dare l’Università, che può essere il vero motore di un rilancio formativo ed occupazionale, in sinergia con il mondo delle imprese”.

“E’ un tema di importanza vitale e deve essere prioritario nell’agenda della campagna elettorale. Innovazione, digitale, impresa giovane, sostegno alle start up, tutti temi primari e da approfondire. Sostenere l’impresa digitale significa creare occupazione, altro che reddito di cittadinanza. C’ è la possibilità che la Liguria faccia un salto di qualità in questo settore, anche sulla spinta della pandemia che ha drammaticamente rimesso il tema sul tavolo”, ha aggiunto.

“Oggi nel digitale il posto di lavoro è assicurato al 99%. La politica può fare molto: occorre mirare la formazione professionale e indirizzarla verso lavori nel campo del digitale, in modo coerente con le reali esigenze dell’impresa. Serve futuro, serve un progetto a medio lungo termine, serve pensare ai giovani perché una Politica che non si occupa del loro futuro ha già perso in partenza”, ha concluso la candidata di Italia Viva.

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