Parole chiare

Nuovo ponte, Toninelli: “Niente da festeggiare, lo Stato torna a fare lo Stato”

L'ex ministro incontra gli attivisti davanti al viadotto: "Doveva essere mantenuto da chi se n'è fottuto e ha solo incassato i soldi dei pedaggi"

Liguria. “Oggi non c’è niente da festeggiare, questo ponte non avrebbe dovuto essere ricostruito, avrebbe semplicemente dovuto essere mantenuto da chi invece ha continuato a incassare soldi dei pedaggi e se n’è fottuto di fare quello che doveva fare per contratto”.

Queste le parole dell’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli nel pomeriggio durante un incontro con alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle su un piazzale sotto al nuovo ponte Genova San Giorgio. Toninelli è stato accolto da una ventina di persone con tanto di striscione e cori da stadio.

Ed è a loro che ha parlato esprimendo lo stupore alla vista del nuovo viadotto. “E’ la prima volta che lo vedo ultimato, è una sensazione strana ma è bello, ecco io avevo un ricordo solo della parte peggiore di questa storia”, dice. “Se siamo arrivati a questo punto – continua, riferendosi all’inaugurazione – è anche grazie a me e grazie a Conte, che abbiamo lavorato anche quando gli sciacalli gli attaccavano volendo far credere che non ce l’avremmo mai fatta”.

“E se siamo qui è grazie alla gente per bene che ha utilizzato i soldi pubblici senza pensare agli affari propri o di chi gli stava dietro – prosegue – è una bella cosa, è lo Stato che torna a testa alta contro gli interessi privati che se l’erano pappato, che lo avevano fagocitato, con i geni della politica nel 2007 e 2008, centrosinistra e centrodestra, che avevano scritto una convenzione che ha permesso che le cose andassero com’erano andate fino a oggi”.

Alcune parole anche sul decreto Genova: “La sentenza sulla legittimità è arrivata due settimane fa, tutti gli otto ricorsi sono stati rigettati in base al principio di precauzione, ora però l’altra sfida è far tornare quello che conta, la manutenzione dell’esistente”. E quindi un commento sulla trattativa che riporterà lo Stato all’interno di Aspi. “Chiunque sarebbe in grado di fare meglio di chi c’era prima”, risponde a chi gli chiede se il pubblico riuscirà dove i privati hanno fallito. “Adesso i controlli nelle gallerie li stanno facendo perché un governo con dentro il Movimento 5 Stelle gli ha imposto di farlo, finché c’erano governi che dicevano ‘vabbè, basta che finanzi la campagna elettorale’ questi non hanno fatto il loro dovere”.

“Davanti a quest’opera diventata di mese in mese il simbolo di rinascita non solo di Genova ma dell’intero Paese provo un misto di dolore e gioia. Due emozioni inscindibili in una giornata che non può certo essere di festa – il dolore per la perdita di 43 vite umane non si cancella, ci accompagnerà per sempre – ma di riscatto” afferma il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue alla Camera, il ligure Sergio Battelli.

“La testimonianza e la presenza qui, dopo aver seguito passo passo tutte le fasi di questa tragedia, era doverosa. Vedere il nuovo ponte di Genova San Giorgio è un’emozione indescrivibile: un’infrastruttura moderna costruita bene e in tempi rapidi. Ingegneri, operai, progettisti hanno lavorato instancabilmente a quest’opera come se fosse una vera e propria missione. Perché di questo si tratta, di una missione per impedire in ogni modo e con ogni mezzo che in futuro qualcuno possa ancora mettere a rischio la sicurezza e l’incolumità dei cittadini in nome del profitto. Nessuno dovrà mai più soffrire per l’incuria o la mancanza di manutenzione. Ecco, la strada è aperta, percorriamola di nuovo insieme con questa consapevolezza rinnovata nel nome di chi non c’è più e aspetta giustizia” conclude Battelli.

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