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Nuovo ponte di Genova, Pierangelo Olivieri: “A due anni dalla tragedia, oggi la rinascita della città e della Liguria”

"Quel 14 agosto un giorno che non doveva esserci e di oggi un giorno che confido possa mettere un punto a tutti i nostri sentimenti"

Genova. “A due anni dalla tragedia, il taglio del nastro del nuovo ponte Genova San Giorgio segna la rinascita della città e della Liguria tutta”. Il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri commenta così l’inaugurazione del nuovo viadotto genovese.

“Questa sera sarà inaugurato il nuovo ponte Genova San Giorgio, non solo una semplice opera di ingegneria e un collegamento stradale, ma il segno della rinascita della Città e della Liguria tutta e di ricordo perpetuo e indissolubile delle persone che quel 14 agosto persero la vita. Il presidente Mattarella, dopo un incontro privato con i familiari delle vittime, inaugurerà il nuovo ponte. La cerimonia vedrà la presenza delle istituzioni e le personalità che a vario titolo hanno dato vita e lavorato incessantemente a questo ambizioso progetto di ricostruzione”.

Dice Olivieri: “Oggi ho l’onore di essere parte, in rappresentanza del nostro territorio provinciale, di un evento assolutamente particolare e unico, un evento in cui i sentimenti che affiorano sono quelli del ricordo e del rammarico per un giorno, il 14 agosto 2018, che mai avrebbe dovuto esistere. Un giorno che tutti noi ricordiamo e ricorderemo per sempre. Quando venimmo raggiunti dalla notizia (io ricordo ero con la mia famiglia) ci fu subito incredulità e smarrimento seguiti dallo sgomento. Il dolore per le persone e le loro famiglie che purtroppo sono state tragicamente colpite, e per tutto quello che questo evento catastrofico ha causato per la zona dove il ponte incombe, la città di Genova, la Liguria e noi tutti, è ancora grandissimo.

“Ricorderò per sempre quel 14 agosto come un giorno che non doveva esserci e quello di oggi come un giorno che confido possa mettere un punto a tutti i nostri sentimenti; quegli elementi di dolore, tristezza ed errore umano possano essere ricordo e lezione da imparare, in ogni ruolo, nelle istituzioni, nelle attività private, nella propria vita, da non ricommettere più, e che questa opera possa essere esempio, significato e un simbolo di tutto questo.”

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