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Nuovo ponte di Genova, la Cisl: “Un pensiero alle vittime e ai lavoratori”

"La speranza è che questo ponte, insieme alle infrastrutture che chiediamo da sempre, riporti i posti di lavoro che quello vecchio ha cancellato"

Genova. Le vittime e i lavoratori che hanno contribuito a realizzarlo o che hanno subito le conseguenze del suo crollo. Sono queste le figure che, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, vuole ricordare la Cisl ligure.

“Nuovo ponte, in questo giorno sono due i soggetti che vogliamo ricordare – dice Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria – In primo luogo le vittime. Niente può far dimenticare nemmeno per un minuto la loro tragica morte e il dolore dei loro cari. Auspichiamo che l’iter giudiziario si chiuda con colpevoli certi e punizioni giuste, che ricordino anche a chi lo avesse dimenticato il valore della vita umana”.

“La Cisl vuole oggi ricordare anche i lavoratori – prosegue Maestripieri – Quelli del nuovo ponte, ma anche i tanti che a causa delle conseguenze del crollo hanno perso il lavoro e sono in difficoltà. La speranza è che questo ponte, insieme alle infrastrutture che chiediamo da sempre, riporti i posti di lavoro che quello vecchio ha cancellato”.

Mario Ghini, segretario generale di Uil Liguria: “Sono passati 720 giorni dalla tragedia che ha spazzato via la vita di 43 persone sotto il peso di un ponte che ha ceduto all’incuria del tempo e dell’uomo. Vite spezzate che non si possono dimenticare neanche oggi che abbiamo celebrato, con l’inaugurazione del Ponte San Giorgio, la rinascita della città di Genova e della Liguria. Un risveglio che corre verso il futuro e che affonda le sue radici nel lavoro di 1184 uomini e donne, maestranze che con il cuore, le mani e l’ingegno hanno portato a compimento una grande opera che sarà il nostro lasciapassare per il futuro”.

“Il nuovo ponte non è un miracolo, è frutto di coesione sociale ed economica, è frutto di studio, precisione e professionalità e di una politica, che per una volta, è riuscita a stare insieme sotto il cappello istituzionale di Genova. E poi le aziende (da Fincantieri a Salini, ma anche le imprese in appalto) che hanno dimostrato che il made in Italy è un marchio che offre garanzia, solidità e innovazione, insieme al modello Genova le nostre aziende hanno permesso in soli 24 mesi di avere un ponte all’avanguardia. Progettazione, costruzione, segnaletica, installazioni: tutta l’Italia ha contribuito a realizzare questo ponte che ricongiunge la città con un rito simbolico che intende rispettare le vittime e le loro famiglie, ma che vuole celebrare anche il lavoro e una ritrovata coesione sociale”.

“È il lavoro che salva una comunità: mai più devono ripetersi simili tragedie, dobbiamo avere a cuore il futuro del nostro Paese a cominciare dalle infrastrutture e dalla cura di un territorio che non intende più subire ingiustizie”.

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