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Nuovo direttore del Chiabrera, in una lettera al Comune i criteri per la scelta: “Competenza culturale, non solo amministrativa”

La missiva a cura di Felice Rossello, Francesco Ottonello, Marco Ghelardi e sottoscritta da decine di savonesi 

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Savona. La direzione artistica separata da quella amministrativa; il direttore artistico selezionato per competenza culturale e non amministrativa; l’incarico con scadenza e di durata medio-breve, di tre o cinque anni. Sono questi i principi in base ai quali il Comune di Savona dovrebbe scegliere il prossimo direttore del Teatro Chiabrera, secondo i firmatari di una lettera aperta (tra cui anche personalità di caratura nazionale come Fabio Fazio e Carlo Freccero), inviata proprio al sindaco Ilaria Caprioglio e ai suoi colleghi amministratori.

“Il teatro Chiabrera è la più importante infrastruttura e risorsa culturale per lo spettacolo dal vivo della città di Savona – si legge nella lettera a cura di Felice Rossello, Francesco Ottonello, Marco Ghelardi e sottoscritta da decine di savonesi – La sua denominazione di ‘civico’ testimonia come, da quando fu inaugurata nel 1853, la sala di piazza Diaz abbia rappresentato, e rappresenti, il luogo principale in cui la comunità savonese si sia raccolta per il proprio bisogno di arte e cultura. È un teatro storico che i savonesi amano tuttora e il cui valore eccede quello di un mero monumento. Si tratta, infatti, dello strumento imprescindibile attraverso il quale emozione e pensiero sono diffusi nel corpo sociale. Il rinnovamento della direzione del teatro è, perciò, un passaggio fondamentale che determinerà il futuro, anche a lungo termine, della cultura e della nostra stessa città”.

“Noi vorremmo che Savona usasse un metodo per scegliere il prossimo direttore in linea con le selezioni delle direzioni artistiche così come avvengono in Italia e in Europa, applicando tre semplici principi, i quali, tra l’altro, comportano un investimento economico in linea con le possibilità dell’ente comunale e probabilmente inferiore a quello di altre opzioni”.

Da qui la proposta di alcuni “paletti” ben precisi: “La direzione artistica sia separata dalla direzione amministrativa. Oggi il campo culturale è tanto vario e multiforme da richiedere una competenza specifica, così come, d’altra parte, lo stesso ambito amministrativo. Un’unica persona, quindi, non può esercitare entrambe le funzioni al livello richiesto da una sala del prestigio e della complessità del teatro Chiabrera”.

E ancora: “La selezione del direttore artistico avvenga per competenza culturale e non amministrativa. È importante che un teatro sia gestito in modo corretto e rispettoso di ogni normativa di legge come è fondamentale che un teatro sia in grado di leggere e selezionare quanto accade sui palcoscenici nazionali e internazionali, in modo tale da saperlo offrire al pubblico di Savona”.

“Infine, affidare alla direzione artistica un incarico a scadenza, per un periodo medio-breve di tre o cinque anni. La particolare natura di un tale ruolo critico richiede dinamicità e risolutezza che possono trovare espressione solo in un arco di tempo concentrato. Il periodo breve permetterebbe inoltre una successione di incarichi a personalità diverse, in modo tale da avviare un percorso di progressivo rinnovamento dello spettacolo dal vivo di Savona, sostenuto dall’azione fondamentale di raccordo e coerenza esercitata dalle amministrazioni, presente e future, che avranno la responsabilità di indirizzare la politica culturale generale della città”.

“Ci auguriamo che l’amministrazione comunale che, pro tempore, esercita il mandato popolare democratico, sappia recepire questi semplici accorgimenti che aiuterebbero Savona ad allinearsi a quello che è lo standard delle buone pratiche culturali nazionali delle città di pari grandezza”, concludono gli autori della lettera.

Qui il documento originale.

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