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Lettere al direttore

Non c’è più posto per la Squadra Agonistica Laser di Varazze!

Da tre anni i lavori degli ex cantieri Baglietto rendono l'area inagibile

Varazze. Scrivo per segnalare una situazione incresciosa e affrontata senza alcun risultato dalle autorità locali e da anni oramai manifesta nelle aree del porto, luogo di intensa attività turistica e diporto alimentata dalla stagionalità in estate e dalle manifestazioni veliche d’altura e delle derive, organizzate dal VCN Varazze Club Nautico e dalla Lega Navale Italiana nel corso dell’anno. Un movimento in grado di attrarre turismo con ogni condizione meteorologica, anche la più avversa, e donare alla Marina di Varazze quel profumo marinaresco e salmastro fatto di vele e ottoni che tanto affascina. Una cornice che “sa di mare” e unica nel ponente ligure.

Un movimento sportivo che vanta un’eccellenza che da anni viene sistematicamente ostacolata nella propria attività velica. Mi riferisco in particolare alla Squadra Agonistica Laser del Varazze Club Nautico, composta da ben 22 atleti. Un team che si completa con allenatori e dirigenti e non solo è la realtà agonistica più rappresentativa in Liguria e fra le più importanti in Italia ma è anche capace di risultati d’eccellenza ai campionati italiani, europei e mondiali.

Chi si è trovato a passeggiare tra i pontili e le banchine del porto, yacht di lusso e barche a vela d’altura si sarà sicuramente imbattuto in questo trenino di vele bianche che a fine allenamento percorre il porto, con i ragazzi che, uscendo dall’acqua, magari gelida per la tramontana invernale, con il sorriso sui denti e la giusta stanchezza preparano le barche e l’attrezzatura per l’allenamento successivo.

Ebbene questi ragazzi non hanno un posto dove tenere le barche! Non lo hanno perché da tre anni a questa parte, da quando i lavori di demolizione ai cantieri Baglietto hanno reso l’area precedentemente utilizzata per il ricovero delle barche inagibile, non è stato possibile trovare un accordo stabile con le autorità locali, subendo uno stillicidio di concessioni temporanee, cui ha fatto seguito l’immancabile sfratto. Evito di esporre la lunga lista di improvvisati ricoveri e repentini sgombero cui il team è stato sottoposto e la conseguente noia e sconforto.

Il Laser è una deriva olimpica, una barca piccola e agile fatta per un solo atleta che staziona a terra sul proprio carrello o su un castello capace di raccoglierne più strati, al fine di occupare meno suolo possibile. Ebbene le abbiamo provate tutte! Anche a costo di percorrere l’intero porto con la barca, trainata a mano sul carrello, per andare dal luogo di deposito allo scivolo di ammaraggio. L’ultima posizione utile era sul molo a levante sottoflutto con tanto di autorizzazione, anche se temporanea, prontamente rimangiata a seguito di esposti, segnalazioni e quant’altro da parte di chi vede questo movimento con fastidio. È comprensibile, del resto, perché ogni attività vorrebbe avere il monopolio delle strutture, anche solo per pura comodità, ma le autorità servono proprio per tutelare e valorizzare le attività meritevoli.

In particolare se parliamo di un movimento sano, giovane e d’eccellenza che è nel dna dello spirito ligure e lo caratterizza con orgoglio. Mi trovo nella particolare condizione di essere sia genitore sia atleta in questo team e ho pertanto una doppia visione del problema. Trovo scandaloso e deprimente la mancanza di attenzione e l’incapacità di far valere le scelte fatte in passato, ritornando immancabilmente sui propri passi. Mi chiedo come possa un’amministrazione del genere fornire garanzie di sviluppo se non è in grado neanche di assegnare un area di stazionamento e mantenerla di fronte alle lamentele e alle richieste di chicchessia.

Nei paesi alpini i Comuni sostengono con forza il movimento giovanile dello sci, a partire dalle scuole, con strutture e convenzioni atte a fornire un contributo forte e determinante. In Liguria non esiste l’equivalente attenzione verso le attività marinare. Tuttavia Varazze, grazie a VCN e Lega Navale, ha la capacità di creare e sostenere questo movimento, risultando competitivo e spesso vincitrice di fronte a yacht club assai più sostenuti e floridi. Tale competitività non è frutto del caso, bensì del lavoro e dell’impegno di tanti.

Nelle condizioni attuali le barche sono assiepate alla meglio nella base nautica recentemente devastata dalla mareggiata del novembre 2018, che ha spazzato via anche lo spogliatoio. È un sito estivo funzionale alla messa a mare delle barche ma assolutamente non sicuro per il ricovero invernale e con uno spazio ridotto. Per questo motivo metà squadra, per continuare a svolgere il suo allenamento in preparazione dei campionati italiani, è stata costretta a spostarsi a Riva del Garda. Purtroppo al suo ritorno se non si troverà una soluzione per ricoverare le imbarcazioni gli allenamenti dovranno essere interrotti e la squadra sciolta.

Mi auguro che la situazione trovi una definitiva risoluzione. Di soluzioni possibili ve ne sono in quantità, di cui alcune forti di un’evidenza tanto da risultare imbarazzanti, a patto però che vengano mantenute! Buon vento!

Massimo Tartarini

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