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Musica nelle notti di tutta Italia, sarà il grido di dolore delle discoteche

L’idea di Angelo Pisella: da mazzanotte alle 3 decibel al massimo per non chiudere per sempre

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Liguria. “Aperti a porte chiuse”. È lo slogan appassionato con cui Angelo Pisella, patron della Suerte e dei Lunedì d’Italia alle Rocce di Pinamare (che quest’anno non ci sono stati per l’emergenza sanitaria), chiama a raccolta tutti i colleghi d’Italia. E chi, se non lui, che ne ha inventate tante, poteva pensare a una proposta così originale per richiamare l’attenzione sui problemi della categoria?

Spiega Pisella: “Dalla mezzanotte alle tre spareremo musica a tutto volume, 130/140 decibel, naturalmente con il locale chiuso. La musica ci ha dato tanto e noi la useremo per richiamare l’attenzione su questa ingiustizia”.

Superfluo ricordare i motivi di principio ed economici che hanno provocato la reazione di tutte le discoteche alla chiusura imposta dal governo. “Con questo provvedimento si favoriranno solo le feste abusive, senza nessun controllo su capienza e alcol ai minori – continua Pisella – e senza contare che agli assembramenti diurni nessuno pensa. Ci auguriamo che anche persone non del settore si uniscano alla nostra protesta, a cominciare dai giovani e dai loro genitori, perché sanno che se vengono da noi sono in buone mani. Capisco che creeremo disturbo ma sono sicuro che molti capiranno che siamo esasperati e costretti licenziare migliaia di persone”.

Pisella ha ovviamente coinvolto il Silb, il sindacato di categoria: “Penso sia una strada originale per far conoscere le nostre ragioni, anche perché non saremmo mai riuscito a trovarci tutti insieme a Roma”.

Data da stabilire ma non lontana e poi ecco “Aperti a porte chiuse”, che fa già parlare di sé.

Non mancheranno ovviamente le proteste per il disturbo al sonno di residenti e turisti, che potranno dire la loro com’è giusto che sia.

Musica nelle notti d’Italia, di tutta Italia, per non spegnerla a lungo, troppo a lungo, e per qualche impresa purtroppo per sempre.

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