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Mandibola rotta a un 18enne di Loano, i balneari smentiscono: “Non è stato un guardaspiagge”

Continuano le polemiche in città dopo il pestaggio ripreso da alcuni ragazzini e finito sui social network

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Loano. Prima un destro, poi un terrificante sinistro a rompere la mascella di un ragazzo di 18 anni. Immortalati in un video, della durata di 14 secondi, che negli ultimi giorni ha iniziato a fare il giro del web. L’episodio si è verificato la notte del 31 luglio sul lungomare a Loano, e ora nella cittadina savonese è iniziata la “caccia al colpevole”.

Prima si è parlato di un guardiano notturno; poi, nelle ultime ore, è sbucata l’ipotesi che si trattasse di un guardaspiagge. Una tesi, però, smentita duramente e categoricamente dall’Associazione Balneari Loanesi: “Come ogni anno – spiega il presidente Marco Zappa – la nostra associazione si rivolge ad aziende specializzate nell’attività di monitoraggio, al fine di vigilare correttamente sulla sicurezza notturna in prossimità degli stabilimenti balneari. L’articolo apparso sugli organi di stampa, che attribuisce l’episodio violento all’intervento di un guardiaspiagge, ha gettato fango su persone e categorie di lavoratori, che si impegnano quotidianamente nel proprio lavoro in in un anno così difficile”.

“Parimenti – prosegue – la società Demiare di Valter Negro, che si occupa del monitoraggio notturno delle spiagge, si ritiene, al nostro pari, indignata ed offesa per accuse prive di fondamento, pubblicate sui giornali e riprese sui social-networks, che hanno gettato discredito su una categoria di lavoratori, che regolarmente e correttamente svolgono un difficile lavoro, a tutela dell’ordine. Naturalmente, il nostro pensiero va al giovane albenganese, a cui auguriamo una pronta e buona guarigione”.

Il giovane 18enne vittima del pestaggio, figlio di un imprenditore locale, è dovuto ricorrere a un intervento chirurgico per bloccare la mandibola fratturata. L’episodio si è verificato sul lungomare, a circa un chilometro dal locale in cui il giovane aveva trascorso la serata. Il video, realizzato da alcuni ragazzini presenti (sullo sfondo si sentono le loro risate), è finito in una storia Instagram: da lì è stato rilanciato con un logo, “Risse italiane”, finendo sui cellulari di tantissime persone ma anche dei carabinieri, che hanno identificato l’aggressore.

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