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Liguria, affondo del Pd: “Nostra sanità allo sfascio ma la Regione premia i manager”

“Una vergogna, presenteremo un esposto alla Corte dei Conti”

Liguria. “È giusto che i manager della sanità ligure abbiano ricevuto premi per il loro lavoro e che il migliore di tutti sia risultato Walter Locatelli il commissario che dirige Alisa, se l’obiettivo era fare andare i pazienti in Lombardia e fare venire in Liguria i grandi gruppi aziendali. Se invece l’obiettivo fosse stato rafforzare la sanità pubblica e garantire la salute in Liguria, allora quei premi non dovevano arrivare a nessuno”, il gruppo del Pd in Regione Liguria attacca la giunta per la conferma dei premi ai dirigenti della sanità.

“Siamo la Regione con il deficit sanitario peggiore in Italia, pari a 64 milioni di euro. Dietro di noi solo il Molise – ricorda il Pd citando la Corte dei Conti – Per le fughe dei pazienti in altre Regioni, la cosiddetta mobilità passiva, pagavamo 35 milioni di euro 5 anni fa, mentre nel 2019 ci sono costate 71 milioni di euro, con un aumento di 18 milioni di euro in un solo anno. Chiamare il Cup è diventata una chimera. Le liste d’attesa per esami e visite, già lunghe prima del Covid, sono diventate ingestibili”.

“In questo contesto, si preoccupano di distribuire premi in denaro ai manager della sanità. Uno scandalo e una vergogna. Ci riserviamo di presentare un esposto alla Corte dei Conti. Con i soldi dei liguri non si scherza”, conclude il gruppo regionale.

Anche da Linea Condivisa le critiche sono accesissime: “Di fronte a problemi e fallimenti, siamo nuovamente testimoni della completa assoluzione del gruppo dirigente. Primo fra tutti il commissario straordinario di A.li.sa. Locatelli, figura anomala che da 4 anni ricopre un ruolo tagliato su misura, dal momento che non ha i requisiti per essere direttore generale –evidenziano i consiglieri Pastorino e Battistini -.Ebbene: il commissario straordinario è alla guida di un’infrastruttura che, tanto per l’immaginario collettivo quanto per la Corte dei Conti, non è in grado di coordinare correttamente e coerentemente il sistema sanitario. Una macchina inceppata che drena risorse sicuramente utilizzabili diversamente”.

“Oppure che dire delle difficoltà patite dal Policlinico San Martino o da altri presidi territoriali? Sembra non esserci traccia di tutto questo nelle valutazioni i chi attribuisce i premi. Al contrario tutto è livellato, non si fa alcuna differenza fra merito e inefficienza –concludono Pastorino e Battistini. -Ribadiamo: non saremo noi a urlare contro gli emolumenti dei dirigenti, se meritati. Ma quale fiducia si può avere in un sistema di valutazione che sembra funzionare in maniera predefinita? Resta l’amaro in bocca pensando a quanto sia stato difficile assegnare un’indennità covid al personale medico e sanitario, e quanto invece sia stato semplice attribuire somme fino a 20.000 Euro ai dirigenti, alcuni di loro responsabili in più di un’occasione di scelte che si sono riversate negativamente sui cittadini”.

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