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La protesta delle discoteche, ma c’è chi riaprirà come bar o ristorante con l’atmosfera di sempre

Fasciolo del Silb: “Ora partiranno le feste abusive senza le garanzie che offriamo noi”

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Riviera. Concludiamo la saga delle discoteche con le ultime osservazioni (e le ultime polemiche) dopo la decisione del governo di chiuderle in tutta Italia. Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera, Vespa e Lambretta, il Paese si divide come da tradizione.

La vicenda si inquadra in un momentaccio che porta alla ribalta problemi certamente maggiori: non siamo pronti per i dovuti controlli su chi arriva dall’estero dopo la vacanza, non siamo forse pronti a riaprire le scuole, a parte la ridicola vicenda dei banchi con le ruote.

Il governo ha ritenuto di colpire soprattutto il divertimento dei giovani (che per natura sono in effetti poco prudenti, anche se non tutti) pure con il provvedimento che impone l’obbligo della mascherina dalle 18 alle 6 del giorno successivo, cioè all’ora dell’aperitivo e riti vari che seguono.

Anche su questo gli esperti sono divisi, tanto che Matteo Bassetti, direttore del Dipartimento di malattie infettive del San Martino, con una battuta (leggi qui), ha detto che forse il virus fa il fornaio dato che il governo si preoccupa soprattutto delle attività notturne.

Ricapitolare le ragioni delle discoteche spetta di diritto a un’autorita come Fabrizio Fasciolo del Silb, che spiega: “Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, tutto questo servirà solo a far proliferare le feste abusive, i rave e robacce del genere. Ne approfitteranno anche bar e locali vari, che magari nessuno controllerà e che non adotteranno certo le nostre precauzioni. Senza contare i mercati e mercatini che provocano assembramenti in pieno giorno”.

Quasi superfluo ricordare poi gli ingenti danni economici, “con alcuni aspetti a cui nessuno pensa – aggiunge Fasciolo – come il fatto che tanti dei nostri ragazzi hanno lavorato poco e non potranno godere neanche della disoccupazione. Nelle nostre attività e nell’indotto sono occupate molte più persone di quanto si possa immaginare”.

Ci sono comunque discoteche che continueranno a restare aperte come bar e ristorante. Un’ipotesi prima scartata da molti imprenditori, ma che potrebbe trovare nuovi proseliti visto che l’emergenza Covid sarà lunga, molto lunga e per i locali anche l’anno prossimo potrebbe avere (che vada bene) i connotati di oggi.

Nel bar o nel ristorante potranno esserci dj per scandire il ritmo e magari gruppi di animazione. Insomma, l’atmosfera disco, facendo ben attenzione a tutte le precauzioni necessarie.

Tempo di riordinare le idee (“e purtroppo licenziare un po’ di personale”, dice amareggiato un imprenditore del settore, poi alcune discoteche (non tante) partiranno nella nuova veste.

Il tutto mentre Angelo Pisella della Suerte (leggi qui) lancia ai colleghi di tutta Italia l’idea di una notte si’ con i locali chiusi, ma con la musica a palla, da chiamare ‘Aperti a porte chiuse’.

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