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I Magazine di IVG.it - Liguria del Gusto

La cipolla rosata savonese: dolce ma piccante, per gli Egizi era sacra

"Liguria del gusto e quant'altro" è la rubrica gastronomica di IVG, ogni lunedì e venerdì

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Non ci resta che piangere, si potrebbe dire parafrasando un famoso film, visto che si parla di cipolle. Piangere perchè una eccellenza ligure, la Cipolla rosata Savonese o Cipolla di Albenga, pur continuando ad essere coltivata negli orti della Riviera (non ad Andora, dove si coltiva sua maestà la Cipolla Bellendina, Presidio Slow Food, ma questa è un’altra storia…), non è minimamente valorizzata e finisce sui banchi dei fruttivendoli o della grande distribuzione semplicemente come “cipolla”.

Eppure i produttori di sementi continuano a commercializzare le bustine con i semi mettendo in bella vista la dicitura “Cipolla Rosata Savonese”, quando non “Cipolla di Albenga”. Una varietà che, come tutte le cipolle, arriva da Oriente, impossibile sapere quando, ma certo i Romani la mangiavano, probabilmente imitando gli Egizi che la consideravano, per la sua forma sferica, sacra, un simbolo di vita eterna per via dei suoi cerchi concentrici.

L’Allium Cepa, questo il nome botanico, è in genere ricca di sostanze che, una volta tagliata o spezzata, sviluppano acido solforico, il gas irritante che fa lacrimare e rende difficile la digestione. La particolarità della Cipolla rosata Savonese è la bassa, bassissima concentrazione di queste sostanze urticanti. Il risultato è un prodotto molto dolce, leggermente e piacevolmente piccante, ottimo anche a crudo nel condiglione.

Il tempo di raccolta, e di massima bontà, è naturalmente agosto, quando le cipolle raggiungono il massimo del gusto. E’ una cipolla molto dolce, si diceva, abbastanza grande, non grandissima, ottima anche tagliata ad anelli da fare fritti, i famosi “totani dell’orto”, ma anche da fare ripiene secondo le tante ricette che ogni borgo di Liguria, ma si potrebbe dire ogni famiglia, custodisce convinto di essere l’unico depositario della “vera” ricetta tradizionale.

A chi piacciono i sapori forti (è dolce, certo, ma è pur sempre una cipolla…) è consigliata a crudo, da sola, con un filo d’olio extravergine, con un bicchiere di pigato in abbinamento. Un prodotto da riscoprire e valorizzare al meglio, insomma.

“Liguria del gusto e quant’altro” è il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa e Stefano, per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potrà obiettare. Vero, ma diversa perché cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarità, le curiosità, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni lunedì e venerdì: clicca qui per leggere tutti gli articoli.

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