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Il savonese Michele Laurelli è il padre di “PoAltry”, la prima intelligenza artificiale che scrive poesie in italiano

Ha composto anche un libro, prima operazione editoriale italiana di questo tipo

Savona. Nasce “PoAltry”, la prima intelligenza artificiale in grado di scrivere poesie in italiano. Ad idearla il giovane savonese Michele Laurelli, esperto di marketing e comunicazione.

“La creazione di ‘PoAltry’ è un modo per stimolare riflessioni e argomentazioni, riguardanti i limiti dell’uomo e le possibilità delle nuove tecnologie. Un esperimento che ha da subito provocato le reazioni di scrittori e osservatori come Christian Sinicco e Federico Gobbo, spingendo a riflettere su un aspetto in particolare: fino a dove può spingersi quella che Walter Benjamin chiamava ‘riproducibilità tecnica’? E dunque: dove possono arrivare le intelligenze artificiali, se possono addirittura scrivere poesie?” spiega Laurelli.

Ma come funziona “PoAltry”? Come riesce un’intelligenza artificiale a scrivere poesie? Grazie a tre algoritmi, creati da Laurelli, che hanno insegnato a una rete neurale artificiale il lessico, la sintassi e le strutture testuali della lingua italiana. “La rete neurale ha percorso decine e decine di volte tutti i testi, imparando a unire le parole, congiungere immagini ed espressioni: proprio come un giovane poeta umano che vuole imparare a scrivere versi. Le poesie di ‘PoAltry’ sono generate fornendo di volta in volta un seed specifico alla macchina: una parola che sarà il punto di partenza per la stesura del componimento. L’intelligenza artificiale ‘scrive’ così i testi utilizzando come ‘ispirazione’ alcuni termini tipici della tradizione lirica italiana, come notte, amore, anima ecc”.

Ma non solo poesie, “PoAltry” ha composto anche un libro, intitolato “Come un’anima di Cristo” disponibile su Amazon. Il libro rappresenta attualmente l’unica operazione editoriale italiana di questo tipo. “I testi che compongono la raccolta sono sorprendentemente ‘umani’, seppur in alcuni frangenti un po’ ingenui, si tratta pur sempre di un esordio… di ‘un autore’ formatosi su poeti di molti anni fa!” scherza Laurelli.

Di seguito un piccolo estratto:

Buio
come un’anima di Cristo
e tu lo dici
poeta sentimentale
fra i pianti
e le pupille ferme
nell’ombra

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