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“Il negro o lo tratti così o niente”, reazioni unanimi: “Ordine dei Medici intervenga”

E l'associazione Fischia Il Vento preannuncia una segnalazione in Procura

Finale Ligure. “Il negro o lo tratti così o niente”. Il commento postato su Facebook da un medico di Finale Ligure, il ginecologo 64enne Marco Battaglieri (leggi qui), alla notizia del 21enne cubano preso per il collo da un agente a Vicenza ha suscitato diverse reazioni. Per il suo ruolo politico (l’anno scorso era candidato alle elezioni comunali con il centrodestra) ma anche e soprattutto per la sua professione.

Il primo a prendere posizione è stato il Coordinamento Regionale Ligure dell’Associazione di Amicizia Italia Cuba: “Quella frase non è stata detta da qualche ignorante componente del Klu Klux Klan, negli anni ’50 negli USA, ma da un medico di Finale Ligure, il dott. Marco Battaglieri, a un giovane cubano, il cui comportamento poteva essere biasimato ma di certo non perché la sua pelle è scura. Ci viene da pensare quanto siano fortunati i suoi pazienti con un colore di pelle non propriamente caucasica ad essere curati da un medico con tali convinzioni, alla faccia del giuramento di Ippocrate che di certo gli impone di non fare alcuna distinzione tra i vari colori della pelle umana. A tal proposito crediamo che l’Ordine Provinciale dei Medici savonesi dovrebbe prendere i dovuti provvedimenti sanzionatori”.

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Analogo commento da parte di Giovanni Durante, presidente della cooperativa sociale Arcimedia e candidato alle prossime elezioni regionali nella lista civica di Ferruccio Sansa: “Ci sono due considerazioni da fare. La prima è che a scrivere certe considerazioni è stato un medico: il codice deontologico è chiaro, è una cosa molto grave e spero che l’Ordine intervenga immediatamente per prendere provvedimenti. La seconda è in generale sul razzismo: questo è il prodotto di campagne di anni, sdoganare il razzismo è come sdoganare un virus che avvelena tutti e rende una società peggiore. Ci sono delle responsabilità culturali, sociali e politiche profonde di chi approfitta della situazione per alimentare il razzismo e portare a casa voti: ed è una cosa squallida, che deve finire. Ci dobbiamo confrontare sui temi, anche quello dell’immigrazione, ma in modo serio e non così. E’ un modo vergognoso che la Lega e i partiti che appoggiano Toti portano avanti in maniera molto pericolosa per il Paese. Perchè ‘è successo e può di nuovo succedere’, come scrive Primo Levi. La candidatura di Sansa e la mia hanno anche questo senso profondo: l’immigrazione è un tema serio che non va gestito in questo modo, alimentando paura e razzismo”.

A invocare un intervento dell’Ordine dei Medici è anche Giuliano Arnaldi, presidente dell’associazione culturale Fischia il Vento, che però si spinge oltre e preannuncia una segnalazione in Procura. “L’affermazione del dott. Battaglieri infanga gli operatori sanitari e la loro indiscussa umanità e devozione, viola il giuramento di Ippocrate e sottolinea la pochezza pericolosa di una minoranza disumana che va tacitata. Viola l’art. 3 della Costituzione che recita ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione…’. Ecco perché riteniamo doveroso segnalare il fatto alle Autorità competenti affinché valutino eventuali profili di reato e adottino le necessarie misure di repressione. Chiediamo anche all’Ordine dei Medici di Savona di pronunciarsi, considerando incompatibile una simile affermazione con l’esercizio della nobile professione di Medico”.

Il commento del medico, ricorda Arnaldi, compariva sotto una notizia postata da Massimo Gualberti, candidato sindaco per il centrodestra un anno fa a Finale Ligure: “Gualberti commenta in sostanza ‘chi si comporta bene non corre rischi’, legittimando una visione ferocemente vendicativa e priva di ogni garanzia da parte delle Forze dell’Ordine. Visione distante anni luce dalla Costituzione, dalle leggi vigenti e sopratutto dalla sensibilità umana che caratterizza l’azione della grandissima maggioranza degli esponenti delle Forze dell’ordine: non ‘sceriffi’ dal grilletto facile ma cittadini in divisa al servizio dei cittadini. Chiediamo alle forze politiche e ai cartelli elettorali nelle quali il Gualberti si riconosce di esprimersi con forza”.

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