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Lettere al direttore

Giovane aggredito a Loano, di cosa si occupano i “buttafuori”

Davide Carosa

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A Loano non si placano le polemiche dopo il video postato sui social dell’aggressione avvenuta ai danni di un ragazzo da parte di un presunto addetto ai servizi di controllo (ex buttafuori).

Non entrando nel merito della vicenda,in quanto gli organi competenti e preposti stanno svolgendo le indagini necessarie per assicurare i responsabili alla giustizia, in qualità di presidente dell’associazione Krav Maga Parabellum di Loano ritengo necessario fare chiarezza sulla figura dell’addetto a servizi di controllo, attività che ho svolto per molti anni in vari locali della nostra provincia.

La figura del “personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, anche a tutela dell’incolumità dei presenti”, comunemente detti “buttafuori”, è stata istituita dalla legge 15 luglio 2009 n. 94, che dedica loro i commi dal 7 al 13 dell’art. 3 e poi rettificata alla fine del 2016 , prima il settore era lasciato all’iniziativa privata.

Per svolgere questa attività deve essere iscritto a un elenco depositato in ogni prefettura,iscrizione che può avvenire solo attraverso dei requisiti come indicato 4° comma dell’art. 1 del D.M. 6 ottobre 2009 , l’ assenza di precedenti penali e al possesso della buona condotta, deve essere maggiorenne, sottoporsi a visita medica pre-assuntiva presso il medico competente o il Dipartimento di prevenzione della A.S.L., che attesteranno il possesso dell’idoneità psico-fisica ai servizi da svolgere e l’assenza dell’uso di alcol e stupefacenti.

Occorre inoltre avere superato il corso di formazione di 90 ore organizzato a cura delle Regioni e sia in possesso di contratto di lavoro con il gestore del locale o del pubblico esercizio nel quale si svolgono le attività di intrattenimento e spettacolo oppure con il titolare di un istituto di vigilanza privata o di investigazioni private autorizzato dalla Prefettura a svolgere questa specifica attività.

I compiti a cui può e deve essere assegnato sono indicati nell’art. 5 del DM. 6 ottobre 2009 e sommariamente ad un’attività di controllo preliminare dei luoghi per accertarsi che non via siano sostanze illecite od oggetti proibiti e che le vie di fuga siano libere, un’attività di controllo all’atto dell’accesso del pubblico per regolarne l’afflusso e verificare il possesso dell’eventuale biglietto e, infine, un’attività di controllo all’interno del locale per la verifica del rispetto delle disposizioni, prescrizioni o regole di comportamento stabilite da soggetti pubblici o privati e dalla legge.

Non è un pubblico ufficiale e non ha nessun incarico pubblico, ne tantomeno nello svolgimento del proprio lavoro può avere e/o portare oggetti atti ad offendere e gli è altresì vietato qualunque altro strumento di coazione fisica.

Chi esercita tale attività in maniera abusiva o in assenza dei requisiti è sottoposto a sanzioni
Il comma 13 dell’art. 3 della legge 94/2009 punisce con la sanzione pecuniaria da € 1.500,00 a € 5.000,00, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque svolga i servizi in difformità con quanto disposto dalla legge stessa all’art. 3 commi da 7 a 12 o in contrasto con quanto disposto dal D.M. 06/10/2009. La stessa pena è comminata anche ai datori di lavoro che impieghino soggetti diversi da quelli iscritti nell’elenco prefettizio od omettano la preventiva comunicazione di impiego alla Prefettura. Il Prefetto, inoltre, dispone la cancellazione dall’elenco di quei “addetti” che svolgano il servizio in contrasto con le norme sopra richiamate.

Un augurio di pronta guarigione al ragazzo vittima di questa aggressione.

Davide Carosa

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