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Esperienza e attaccamento alla Cairese: Massimo Caracciolo mister degli Allievi 2005

"Si tratta di una leva molto preparata, con ragazzi che al momento mi sembrano seri e disponibili"

Cairo Montenotte. L’allenatore della leva 2005 della Cairese, per la stagione 2020/2021, sarà Massimo Caracciolo.

Esperienza e attaccamento ai colori gialloblù sono elementi peculiari della sua figura. Mister Caracciolo da ormai dodici anni allena nel settore giovanile cairese con grande entusiasmo.

Inoltre, può vantare anche trascorsi importanti a livello di prime squadre. Tutto ebbe inizio con il Bragno, condotto dalla Seconda Categoria alla Promozione.

Alla Cairese è legato da un triplo filo: ne è stato giocatore, ne è stato allenatore della prima squadra e ora si occupa di preparare le nuove leve al calcio dei grandi. “Cairo? Ce l’ho nel cuore. Come ho nel cuore Carlo Pizzorno, che mi scelse per allenare la prima squadra” ammette Massimo.

Ho avuto buone sensazioni dopo i primi allenamenti estivi – commenta in riferimento alla prima presa di contatto con i suoi nuovi giocatori -. Si tratta di una leva molto preparata, con ragazzi che al momento mi sembrano seri e disponibili, oltre ad essere un gruppo coeso e fatto di amici. Spero davvero che queste prime impressioni vengano confermate”.

Sulle peculiarità della categoria Allievi, Caracciolo aggiunge: “Si tratta di un biennio fondamentale per la crescita caratteriale dei giocatori perché si avvicinano sempre di più al gioco degli adulti. Penso che alla base di tutto debba esserci il divertimento. Gli allenatori del settore giovanili devo avere tra i vari obiettivi anche quello di non far passare ai ragazzi la voglia di giocare a calcio. Al contempo, tuttavia, è anche importante creare una cultura della fatica e del sacrificio. Perché altrimenti una volta venuti in contatto con le asperità del calcio ‘adulto’ si rischia di non essere pronti mentalmente e di mollare. Anche la vittoria ha un peso relativo nei ragazzi e a volte può addirittura essere controproducente, può far pensare che tutto sia facile e si corre il rischio di non arrivare pronti al termine delle trafile giovanili. Imparare è l’obiettivo“.

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