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Covid, M5s: “Subito la riorganizzazione della medicina territoriale”

Le dichiarazioni della deputata M5S Leda Volpi in tema di sanità

Liguria. “Evidentemente, la sanità ligure non ha imparato granché dagli errori del recente passato e non fa nulla per programmare il futuro con prudente anticipo: come commentare diversamente le parole del segretario regionale della Federazione Italiana Medici di Medicina generale Andrea Stimamiglio? Come è possibile che i medici di base non abbiano ancora ricevuto le linee guida, qualora in autunno arrivasse una seconda ondata di Covid-19? Inaccettabile che A.Li.Sa e l’assessore alla sanità in Liguria non abbiano ancora provveduto con disposizioni e dispositivi di sicurezza, quando proprio i medici di famiglia erano stati lasciati soli nei mesi più critici della pandemia”.

Così, la deputata M5S Leda Volpi.

“L’assessorato alla Sanità non ha scuse – continua -: le risorse stanziate per il comparto sanitario con il decreto Rilancio del 19 maggio 2020 prevedono in particolare 1,256 miliardi di euro in più per potenziare e riorganizzare la rete assistenziale territoriale. La strada da seguire è chiara: identificare precocemente i contatti, rafforzare i servizi di assistenza domiciliare integrata per i soggetti in isolamento domiciliare e per i malati cronici e in generale per le situazioni di fragilità e disabilità, anche attraverso l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia. La rete territoriale, ormai lo sappiamo, è l’arma vincente per contrastare la diffusione del virus, e anche per gestire altre patologie”.

“In merito, da più parti, arriva l’appello affinché l’assistenza territoriale e l’assistenza ospedaliera siano lette in una logica di continuità e non di comparti separati. Le idee e i modelli virtuosi da copiare non mancano: la vicina Emilia-Romagna, ad esempio, dove i medici di medicina generale e di continuità assistenziale e Usca si sono organizzati in maniera efficace, collaborando a rotazione per fare percorsi ambulatori separati sospetti Covid e no-Covid, in modo da ottimizzare le risorse e le energie e al contempo continuare a seguire in sicurezza i pazienti cronici, che invece da altre regioni in epoca pandemica sono stati lasciati indietro”.

“Perché la Liguria perde tempo? La tregua che stiamo vivendo sia sfruttata al massimo, mettendo in campo tutto il sapere conquistato nei mesi scorsi. Non cada nuovamente nel vuoto il grido di allarme dei medici di famiglia, non ha senso continuare ad escluderli dai tavoli decisionali”, conclude.

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