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Coronavirus, la semplice autosegnalazione per i rientri dall’estero non basta: ecco perchè

Non sono previsti test obbligatori

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Liguria. L’aumento dei casi positivi di Coronavirus in Liguria e nel savonese sta portando ad un aumento anche dei tamponi, che nella giornata di ieri sono stati oltre 2300, segno che si sta tentando con vigore di tracciare i contatti di casi o i casi a rischio, ma solo pochi dei nuovi positivi sono risultati vacanzieri di rientro dai viaggi all’estero, magari dai cosiddetti paesi a rischio.

IVG.it ha sollevato il caso di un 35enne albissolese, risultato positivo al suo rientro da Mykonos, anche se prima dell’informativa sulla necessità del tampone.

Ora l’ordinanza ministeriale impone ai cittadini di sottoporsi a test molecolari (tamponi) entro 48 ore dal rientro in Italia per chi proviene da Grecia, Malta, Croazia e Spagna, ma non è di così immediata applicazione nella realtà.

Il ministero della Salute, con l’ordinanza del 12 agosto scorso, di fatto prevede l’obbligo per il cittadino di segnalarsi, ma non l’obbligo per i vettori (linee aeree, traghetti, ferrovie) di farlo o di comunicare i nominativi alla sanità locale. Non solo: le Asl e Alisa non sono minimamente autorizzati a chiederli e quindi non hanno modo di sapere chi siano i liguri rientrati e da dove siano rientrati.

Per quanto riguarda gli aeroporti, in alcuni come a Malpensa e Fiumicino, secondo modalità diverse, sono stati allestiti spot immediati dove effettuare i tamponi rapidi. A Genova no. Il motivo, è stato chiarito più volte, è legato al fatto che non sono presenti voli diretti in arrivo dai Paesi a rischio.

Il problema primario sono gli spostamenti autonomi. In quanti sono andati in Spagna o in Croazia – più complicato ma non certo impossibile raggiungere Grecia e Malta in questo modo – in auto o in moto? Nessuna di queste persone sarà in alcun modo tracciata a meno che non decida di comunicare i propri casi.

Purtroppo, e non dovrebbe essere così, sono in molti a preferire il silenzio per evitare di dover restare in isolamento in attesa del tampone o di sottoporsi a quarantena da positivi, magari asintomatici.

Ora in tanti che devono o vorrebbero partire attendono indicazioni sanitarie precise, in particolare per i viaggi di gruppo.

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