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Cercasi donatori di sangue, Avis: “Con la ripresa degli interventi chirurgici c’è più bisogno” foto

Nel savonese carenza di gruppi A e 0 sia Rh positivo che negativo

Liguria. C’è bisogno di donatori di sangue. A dirlo è il presidente dell’Avis regionale Alessandro Casale, che afferma: “Nei mesi scorsi, il sistema trasfusionale ligure pur in piena emergenza Covid, aveva tenuto abbastanza bene, infatti, nonostante una certa riduzione della raccolta di sangue rispetto al 2019, la rispettiva riduzione del suo impiego a causa dell’interruzione di diversi interventi chirurgici, aveva consentito di racimolare una discreta scorta per far fronte ad esigenze future”.

“In queste settimane, oltre alle esigenze di sangue di malati cronici che non sono mai venute meno, sono ripresi anche gli interventi chirurgici e conseguentemente il fabbisogno di sangue è risalito – spiega Casale – A questa nuova esigenza il sistema non è ancora riuscito ad adeguarsi con uno speculare aumento delle donazioni e le scorte di sangue sono quindi in sofferenza”.

La richiesta è partita anche negli ospedali di Savona e Pietra Ligure: “La sempre temuta carenza estiva ha cominciato a farsi sentire, soprattutto per i gruppi A e zero, sia Rh positivo che negativo” fa sapere la dottoressa del centro trasfusionale savonese Viviana Panunzio, lanciando l’appello: “Siamo in riserva. Vieni a donare”.

“La generosità dei donatori e il risparmio nell’utilizzo avevano portato nei mesi precedenti ad una disponibilità di sacche di sangue in Liguria che aveva toccato picchi oltre le 3.000 unità, mentre oggi siamo sulle 859 sacche disponibili. Poiché il sangue donato ha una vita di 42 giorni, la donazione di sangue deve essere la risposta alle esigenze del sistema ed in questo momento il sistema sangue ha la necessità di un ‘rabbocco’” continua il presidente.

A fine luglio è stata lanciata, con la Regione Liguria, la campagna estiva “Io dono sangue, c’è bisogno anche di te”, “ci auguriamo di poterne presto riscontrare i risultati e mai come ora questo messaggio è carico di significato – commenta Casale – ognuno dovrebbe fare la sua parte, sempre ed in particolare nei momenti di difficoltà sanitaria”.

Il percorso della donazione di sangue non si è mai fermato nemmeno in pieno lock-down e ha permesso di garantire la sopravvivenza dei malati. “E’ estremamente sicuro – afferma Alessandro Casale – e per evitare il rischio di assembramenti è necessario prenotare la donazione”.

In questo periodo di particolare difficoltà, ma anche per adeguarsi alle nuove esigenze, Avis vuole mettere a disposizione un ulteriore canale di comunicazione e informazione con i donatori e predisporre un più efficiente sistema di prenotazione realizzando un’app dedicata. La realizzazione di questi strumenti era già prevista all’interno del progetto “Donatore 2.0”, siglato con Regione Liguria ed Alisa, ma, nonostante diversi solleciti, la macchina burocratica si è bloccata e gli interessati sono ancora in attesa di un riscontro.

Nel frattempo le 64 sedi presenti su tutto il territorio della Liguria sono disponibili per fornire tutte le informazioni e spiegazioni utili alla donazione del sangue.

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