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Albenga, i sindaci in difesa di Chirurgia protesica: “Lavoratori da tutelare, soprattutto dopo l’emergenza”

Ieri sera la conferenza per discutere della privatizzazione dell'ospedale ingauno

Albenga. Si è tenuta ieri la conferenza dei sindaci del Distretto Socio-Sanitario albenganese richiesta da Cgil, Cisl e Uil di Savona per discutere dell’affidamento ai privati della gestione dell’ospedale di Albenga e del depotenziamento subito dalle strutture sanitarie in attesa dello stesso.

Si è parlato inoltre della situazione nella quale versano i lavoratori che attualmente operano nel reparto di chirurgia protesica e che durante l’emergenza Covid sono stati impegnati in prima linea a combatterla.

“Durante l’incontro – spiega il sindaco Riccardo Tomatis – abbiamo condiviso con i sindaci del territorio e i rappresentanti delle associazioni sindacali la necessità di chiedere tutele concrete per i lavoratori attualmente impegnati nel reparto di chirurgia protesica gestito dal Policlinico di Monza. Ogni lavoratore per noi è importante e deve essere tutelato, a maggior ragione coloro che sono stati impegnati fino ad oggi nella gestione dell’emergenza sanitaria vissuta”.

“Abbiamo condiviso, inoltre, la necessità di sviluppare un progetto di valorizzazione della medicina territoriale, indispensabile per un territorio come il nostro” conclude.

Di seguito, la nota in merito dei sindacati Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil: “Nell’incontro, che ha visto la partecipazione di molti sindaci del distretto a dimostrazione del grande interesse verso l’argomento, il sindacato ha rimarcato la necessità di trovare soluzione alle molteplici questioni aperte, a partire dai fortissimi interrogativi che riguardano l’ospedale di Albenga, inserito in un’area distrettuale di più di 300 KmQ con oltre 61mila abitanti che nel periodo estivo aumentano esponenzialmente. Precise scelte politiche della Regione Liguria  per la privatizzazione hanno, come  accaduto per l’ospedale di Cairo, da tempo determinato ricadute negative nella capacità di risposta del Santa Maria di Misericordia, struttura di cui ancora oggi, dopo tante discussioni, non si comprende chiaramente il futuro, il ruolo reale per il territorio albenganese e, più in generale, savonese”. 

“Nel quadro complesso e preoccupante dell’ospedale di Albenga si inserisce anche la vicenda dei lavoratori della sanità che da anni operano per conto di soggetti privati all’interno della struttura, che continuano a trovarsi in una condizione di incertezza e perenne precarietà che non ha ancora trovato soluzione definitiva”. 

“In ultimo, ma non per importanza , la questione della rete territoriale dei servizi che, insieme all’ospedale, dovrebbe portare le risposte attese alle richieste in termini sanitari dalla popolazione dell’area albenganese. Il territorio inteso come medicina , servizi territoriali, strutture nel territorio, assistenza domiciliare  ecc., può e deve garantire la reale risposta alle necessità dei cittadini.  Tutto ciò è ancor più vero in una regione come la Liguria ed in una provincia come Savona che presenta il più alto tasso di popolazione anziana del paese e con elevati indici di cronicità. Viceversa, nonostante l’impegno profuso quotidianamente dal territorio, si assiste ad un sempre maggior divario tra esigenze e risposte a partire dalle questioni più comuni (per esempio dai tempi delle liste d’attesa)”, hanno proseguito ancora. 

Quindi, ecco le proposte: “Ieri sera abbiamo proposto e condiviso  con alcuni sindaci ancora presenti in riunione , un percorso- progetto che si fonda e tiene insieme tre questioni: Ospedali – ripensare al percorso di privatizzazione, tra l’altro già bocciato dal Tar per ben due volte nel corso di questi ultimi anni , quindi l’importanza del ripristino dei servizi all’interno del nosocomio di Albenga , con la garanzia del mantenimento del reparto di chirurgia protesica; Rete territoriale sanitaria – è necessario un potenziamento di tutta la rete territoriale , che ha subito in questi anni un definanziamento pubblico drammatico . Rete territoriale fondamentale anche per gli ospedali e sono presidi importantissimi per il territorio; Occupazione – è necessario stabilizzare con contratti non più precari – oggi hanno la proroga solo fino al 15 ottobre 2020-  tutte le lavoratrici e i lavoratori attualmente occupati presso il reparto di ortopedia dell’Ospedale di Albenga – già privatizzato- gestito dal Policlinico di Monza , che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno svolto attività per contrastare il covid-19”. 

“E’ necessario un cambio di passo, la Cgil di Savona  lo chiede agli amministratori dei Comuni, ai Distretti del Savonese, alla ASL 2, alla politica in generale. Così come lo sta chiedendo, da tempo, a quella regionale. Servono un più forte ed incisivo impegno, risorse, programmazione, progetti affinché, partendo dalle esigenze delle persone e del territorio, si possa realmente rispondere alle necessità dei cittadini e della loro condizioni di salut”. Sulla scelta della regione Liguria di  privatizzare noi siamo netti. È una strada sbagliata e lo è ancora di più oggi, dopo le motivazioni del Tar e con le prospettive per la Sanità Pubblica che si aprono con i finanziamenti Europei condivisi in queste ultime settimane”. 

“È arrivato il momento di riprende a parlare  non solo di ospedali ma anche e soprattutto di sociosanitario e di territorio. Nel frattempo, alla luce delle condizioni molto precarie dell’Ospedale di Cairo Montenotte e della rete territoriale sanitaria dell’entroterra savonese,  auspichiamo in una convocazione da parte del distretto socio sanitario della Valbormida  a cui abbiamo inviato la richiesta lo scorso 7 agosto 2020”, hanno concluso Cgil, Fp Cgil e Spi Cgil. 

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