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“Turisti” ad Alassio per accerchiare e rapinare i ragazzini, 7 arresti fotogallery

Invece di fare i turisti si occupavano di individuare i gruppi di giovani e di rapinarli nella notte

Alassio. Erano nella Baia del Sole ufficialmente per turismo. Ma i sette ragazzi arrestati dai militari di Alassio non erano venuti per scoprire la Città del Muretto, conoscere a fondo le cose che la rendono popolare o anche solo trascorrere in modo allegro e spensierato le vacanze: erano qui per accerchiare, minacciare e rapinare.

A finire in manette un gruppo di giovani, tutti tra i 18 e i 22 anni, italiani ma di origine nordafricana. Un vero e proprio “branco” le cui vittime preferite erano i gruppi di ragazzi che passeggiavano e parlavano nei vicoli, lungo la passeggiata o il molo. I 7 arrestati, secondo quanto ricostruito dal Comando alassino, osservavano e individuavano i gruppi più vulnerabili e approfittavano della notte per mettere a segno i loro colpi. Le loro razzie, perpetrate al danni di numerosi giovani, alcuni dei quali colpiti al volto, hanno scatenato il terrore ad Alassio facendo assistere, involontariamente, ai tanti turisti presenti, a scene di panico, confusione e inquietudine.

Il modus operandi emerso dagli accertamenti urgenti dei militari era sempre lo stesso: dopo aver messo a segno una rapina i sette tornavano nella struttura ricettiva in cui avevano costituito la “base logistica”, si cambiavano d’abito per depistare i sospetti e poi entravano nuovamente “in scena”. Nelle camere gli uomini comandati dal capitano Massimo Ferrari hanno ritrovato anche sostanze stupefacenti.

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, subito allertati nel cuore della notte del 4 agosto, hanno intercettato i 7 giovani che correvano nel centro storico e, non senza difficoltà (dovuta anche al numero), li hanno bloccati. Un successo dovuto anche al prezioso ausilio fornito dai poliziotti del locale commissariato, con cui spesso i militari collaborano soprattutto in questo periodo estivo. I sette fermati sono stati condotti in caserma per gli accertamenti, che hanno visto impegnati tutto il nucleo operativo e radiomobile con l’obiettivo di ricostruire accuratamente tutta le fasi delle varie aggressioni commesse.

I militari hanno raccolto le denunce e le testimonianze di diverse vittime e operato sopralluoghi che hanno permesso di accertare le responsabilità dei sette giovani fermati. A loro carico, spiegano i carabinieri, sono emersi “indizi inconfutabilmente rilevanti sul piano indiziario” circa le rapine commesse e le lesioni ai giovani presi di mira. Ora sono tutti accusati di rapina e lesioni dolose, e sono stati tradotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I carabinieri non escludono che il gruppo abbia fatto anche altri colpi: la raccolta di ulteriori informazioni ed elementi di valutazione prosegue.

“Un gruppo di giovani aggressivo e molto pericoloso, ma siamo riusciti a rispondere rapidamente e prontamente per fermarli” ha detto il comandante Ferrari. “Hanno trascorso le loro vacanze ad Alassio con atti davvero violenti nei confronti di altri giovani. Ora le indagini sono ancora in corso, in quanto non escludiamo che dietro ad altri episodi e denunce ci sia la loro responsabilità”.

RETTIFICA: in una prima versione di questo articolo era riportato il possibile utilizzo, da parte di alcuni arrestati, del “bonus vacanze”. Il dettaglio, fornito inizialmente dagli inquirenti, si è in seguito rivelato errato.

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