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Servizi Ambientali ammette: “Situazione complicata per i mancati pagamenti, stop al clima di scontro” foto

L'annuncio del possibile collegamento di Borgio Verezzi al mini-depuratore di via Crispi a Pietra Ligure

Borghetto Santo Spirito. Il faccia a faccia tra il sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino i vertici della Servizi Ambientali è stata l’occasione per fare il punto sul progetto complessivo di depurazione nel savonese e i lavori mancanti di collegamento all’impianto consortile di Borghetto Santo Spirito.

Il ciclo integrato delle acque e della depurazione, con la costituzione della società Acque Pubbliche Savonesi, ha segnato un punto di svolta, ma la situazione non è certo semplice alla luce di conti dell’azienda e delle attuali possibilità di manovra per dare via libera ai lavori.

Il sindaco di Borgio Verezzi Renato Dacquino ha stimolato i soci, in particolare quelli di maggioranza, richiamando all’ordine sui pagamenti dovuti e invitando la stessa utenza a regolare gli insoluti aperti, che gravano sul bilancio societario.

In un quadro complesso e delicato, con le lamentele dei sindaci e dell’utenza come nel caso del deposito cauzionale, ecco le parole della vice presidente Barbara Balbo: “Capisco le lamentele di Dacquino e di altri sindaci che si sono trovati cittadini in rivolta. Non va sottovalutato nulla, perché ci possono essere risvolti negativi, anche a livello di immagine della società”.

Nel merito dei progetti in essere: “Sui lavori di Borgio Verezzi posso dire che ho incaricato uno studio di consulenza per realizzare un business plan pronto entro luglio e vedere le possibilità di un collegamento al mini depuratore di via Crispi a Pietra Ligure, dal valore complessivo di 900 mila euro. Questo primo collegamento darebbe prime garanzie rispetto alla tenuta del vecchio impianto di Borgio” ha sottolineato l’Ad Vittorio Savona, senza dimenticare che, oltre al completamento di una parte del territorio comunale pietrese, per la depurazione sono in attesa anche i comuni della Val Maremola.

Sullo sfondo dei progetti di collegamento, però, bisogna evidenziare un aspetto chiave per la piena funzionalità e operatività della depurazione, ovvero l’ampliamento dell’impianto di Borghetto, indispensabile per accogliere gli scarichi di altri comuni e di tutto il comprensorio. Anche su questo, in passato, erano stati previsti finanziamenti, in un’ottica di nuove e moderne infrastrutturazioni in grado di contenere anche l’impatto ambientale complessivo.

Il liquidatore della Ponente Acque Alessandro Vignola: “E’ ferma la volontà dell’acqua pubblica e del servizio idrico integrato che riguarda la depurazione, ma l’ambito territoriale da Varazze a Laigueglia è molto ampio e bisogna lavorare su diversi fronti. I sindaci vogliono l’acqua pubblica e questo è l’obiettivo per cui si lavora. Il supporto della società e dei comuni resta fondamentale per portare avanti il progetto”. Vignola ha ricordato che il settore idrico non prevede finanziamenti pubblici, tutto deve essere ripagato dalle tariffe.

Abbiamo mandato diffide formali a Comuni e debitori. Abbiamo cercato di avere approccio morbido all’inizio, messi in mora in maniera informale. Ci sono stati diversi incontri coi Comuni per rientrare dai debiti, senza nessun riscontro concreto: questo sarà il tema centrale del prossimo CdA e della prossima assemblea dei soci. Da settembre ad oggi è stato fatto un prospetto di rientro solo da uno dei Comuni, che è il maggiore debitore, altri due Comuni hanno versato una prima tranche prima dell’emergenza Covid, ma null’altro” hanno evidenziato ancora Balbo e Savona.

“Ad ora è anche difficile avere numeri certi a causa di continui cambi societari”.

“Ci sono Comuni in cui superiamo il 60 per cento di non versato rispetto al servizio. Il totale di inevaso di ultimi due cicli di bollettazione sono 2 milioni di euro, pari a un ciclo di bollettazione da solo”.

“Altro dato riguarda le cauzioni: la società presenta una domiciliazione bancaria del 14,5 per cento, mentre il dato nazionale è di oltre il 70 per cento. Quindi i flussi non sono assicurati e i fondi per i lavori non sono sicuri. Una società cosa deve rispondere ai soci quando le risorse per i lavori non ci sono? I tavoli di confronto tra sindaci devono risolvere queste problematiche, per questo serve creare un clima nuovo, che permetta di fare funzionare l’azienda, che ha capacità umane, professionali e infrastrutturazioni”.

“E’ indispensabile mettere fine allo scontro tra amministratori” concludono i vertici della Servizi Ambientali.

Ma intanto non mancano ancora polemiche, come dal Comune di Boissano: “Pur ribadendo quanto esposto nella riunione scorsa e nella lettera sottoscritta con i Comuni di Borghetto S.S., Ceriale, Toirano e Tovo S. Giacomo, sui tempi e le modalità di calcolo del deposito cauzionale, a nostro avviso non corrispondenti all’applicazione dell’art. 41 della delibera Arera del 28/02/2013 n.86/2013/R/idr che prevede il conteggio quale deposito corrispondente al massimo a tre mensilità storiche effettive e non stimate, così come anche previsto dalla vostra carta dei servizi, questa amministrazione, affinché i cittadini di Boissano possano essere giustamente trattati come quelli degli altri paesi e quindi avere lo sgravio del deposito già versato al Comune, invierà entro la fatturazione del prossimo trimestre quanto versato da ogni sottoscrittore di contratto, così che l’azienda possa emettere la giusta cifra da chiedere” tuona il sindaco Rita Olivari.

“Alla luce di ciò inviterò i cittadini a pagare le bollette (magari anche facendo un’autolettura per essere più sicuri del vero consumo) a non pagare ad oggi il deposito cauzionale che dovrà essere ricalcolato, decurtato di quanto vi verrà inviato, come certamente è stato fatto per gli utenti della Servizi Ambientali, sempre che la cifra imposta, per le varie fasce di consumo, non venga modificata dall’Arera o dalla richiesta dell’assemblea dei sindaci fino ad ora non coinvolta nelle scelte”.

“Con lo stesso invio si inoltreranno anche i nominativi di chi usufruisce del bonus idrico a cui non può essere richiesto il deposito cauzionale”.

“Inoltre chiediamo l’invio delle analisi delle acque che, come ribadito nella Carta dei servizi dell’Ato e in quella di Servizi Ambintali, deve prevedere le analisi microbiologiche, chimico-fisiche ed organolettiche: vista la delibera Arera del 16 luglio 2019 311/2019/R/idr che prevede indennizzi automatici nei casi di mancato rispetto degli standard specifici di qualità (pg 7), sarà mia cura, a nome dei cittadini, di farvi questa richiesta in caso di evidente difformità da quanto ritenuto potabile dal D.P.R. n. 236/88 e dal Dlgs n. 31/2001” conclude il primo cittadino di Boissano.

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