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Savona, Santi bacchetta Open Fiber: “Ripristini mal fatti dopo gli scavi, non è tollerabile”

L'assessore in una lettera parla di "totale inadeguatezza" delle opere e invita la società a provvedere

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Savona. “Totale inadeguatezza nelle esecuzione delle opere”, una modalità “non più tollerabile”. Con queste parole l’assessore ai Lavori Pubblici di Savona, Pietro Santi, bacchetta Open Fiber e i lavori di ripristino degli asfalti dopo la posa dei cavi della fibra ottica. Lo fa con una lettera ufficiale indirizzata all’azienda, nella quale chiede un intervento immediato.

“Facendo seguito alle numerose richieste formulate dall’ufficio tecnico in merito alla necessità, durante l’esecuzione degli interventi relativi alla realizzazione della rete in fibra ottica, di provvedere con estrema urgenza e con la massima attenzione al ripristino degli scavi eseguiti, si segnala ancora una volta che giungono a questo assessorato numerose segnalazioni circa la non corretta esecuzione dei ripristini provvisori, nonché di quelli definitivi, con conseguenti pericoli per la circolazione veicolare e pedonale” scrive nella lettera.

“La realizzazione dei ripristini provvisori con materiali e/o metodologie non regolari – prosegue – ovvero il mancato ripristino della segnaletica orizzontale costituiscono infatti potenziali pericoli per la pubblica incolumità. Con la presente, pertanto, si evidenzia nuovamente la totale inadeguatezza nell’esecuzione delle opere da parte delle ditte da Voi incaricate e la mancanza di una Vs. supervisione. Si ritiene non più tollerabile tale modalità di esecuzione per cui si diffida nuovamente codesta Società ad agire nei confronti dei propri operatori affinché provvedano alla realizzazione dei ripristini dei suoli manomessi a regola d’arte”.

L’investimento di Open Fiber di 9 milioni di euro, annunciato il 30 agosto dello scorso anno, ha l’obiettivo di collegare entro inizio 2021 circa 25 mila unità immobiliari della città in modalità FTTH (Fiber To The Home), ossia con il cavo che raggiunge direttamente il piano; in questo modo le prestazioni sono drasticamente migliori rispetto a quanto accade in modalità FTTC (Fiber To The Cabinet), ossia quando la fibra arriva solo a un armadio situato in strada e il successivo collegamento da lì all’appartamento resta garantito dai cavi in rame.

Un progetto che dovrebbe garantire l’allaccio gratuito per scuole e uffici comunali, accolto con grande favore dal Comune di Savona (“Per le aziende sarà come entrare in un’altra epoca”, disse all’epoca l’assessore Maria Zunato) ma che, evidentemente, procede con qualche intoppo. Non solo le pavimentazioni contestate da Santi: a febbraio di quest’anno in corso Mazzini dovette intervenire la polizia locale perchè i cartelli di rimozione posizionati dall’azienda per permettere gli scavi erano irregolari.

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