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Savona, Lirosi “chiama” il Pd: “Pronto a tornare. Nel 2016 un suicidio, ora ai vertici persone di spessore”

E l'ex assessore tende la mano a Piero Santi: "Con noi due in coppia non ce ne sarebbe per nessuno"

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Savona. “La voglia di candidarmi c’è, non lo nego. Nel 2016 il Pd savonese si è suicidato, ora ai vertici ci sono persone di spessore che allora non c’erano. Nessuna ‘pretesa’ di ruolo, solo voglia di mettermi a servizio. Insieme a Santi? Beh, con una coppia così non ce ne sarebbe per nessuno…“.

Francesco Franco Lirosi

Soltanto due giorni fa il suo “omologo” di centrodestra, Pietro Santi, ha rotto gli indugi facendo capire di essere pronto a candidarsi a sindaco. E ora anche Francesco “Franco” Lirosi, ex vicesindaco reggente nella seconda giunta Ruggeri e assessore in entrambe quelle di Berruti, dopo essere stato messo clamorosamente “in panchina” dal Pd nel 2016 sembra pronto a ributtarsi a sua volta in pista.

Galeotto un incontro causale in centro città, al Golden Bar: punzecchiato dal cronista sulla “discesa in campo” di Santi, l’ex Margherita non ha nascosto la voglia di riprovarci a sua volta. “Nel 2016 il Pd si è suicidato, questo è quanto. Ha fatto una stupidaggine enorme, impostando male la campagna elettorale, e i risultati sono stati catastrofici. A mio parere ha regalato alla destra il Comune di Savona, perché si sarebbe potuto vincere abbastanza tranquillamente”. Una scottatura forte per Lirosi che però, 4 anni dopo, sembra pronto a perdonare e ripartire. “Il tempo passa, e chi ha più intelligenza la usi” chiosa l’ex assessore, che non risparmia frecciate ai vertici dem di allora: “Fortunatamente il segretario comunale Martini e il segretario provinciale Vigliercio sono persone di tutt’altra statura. Qualche discorso lo abbiamo fatto, vedremo un po’ se ci saranno i presupposti. Personalmente, non lo nego, la voglia c’è e la passione pure: mia moglie è già disperata…”.

Solo parole o esiste già qualche scenario più concreto? “No, ho solo detto che sia Martini che Vigliercio sono persone di spessore che prima, purtroppo, non c’erano. E che personalmente ne avrei anche voglia: mi è sempre piaciuto, lavoravo 8-9 ore al giorno in mezzo alla gente. Mi divertivo e l’ho sempre fatto con una grandissima passione. Quindi non mi dispiacerebbe riprovare. Ma non mi sto proponendo: deciderà il partito. Certo, nel 2016 ha deciso veramente male: spero che questa volta faccia meglio…”. Traducendo, nessuna “richiesta” ma porta aperta a chi dovesse decidere di bussare. Senza pretese: “Io candidato sindaco? Assolutamente no. Altri ruoli? Sono discorsi che si fanno al momento opportuno”.

Proprio come Santi, anche Lirosi rivela di aver ricevuto più di un invito: “Persone che parlano di liste civiche mi hanno chiamato, una in particolare mi ha già offerto il posto di assessore ai Lavori Pubblici. Mi hanno ‘incensato’ su Facebook”. Ciononostante, se dovesse davvero tornare, lo farà solo col Pd: “Lo ripeto, nel 2016 il partito mi ha dato una grossa delusione, ma i valori che ci sono nel Pd, la voglia di fare e di stare in mezzo alla gente, la solidarietà verso le fasce più deboli, la tutela verso i lavoratori, sono imprescindibili per me in politica. Perciò, che io sia candidato oppure no, non ho nessuna intenzione di andarmene dal Pd”.

Un partito a cui, nella sua intervista a IVG, ha strizzato l’occhio lo stesso Santi: a parole (“La mia storia è nella Dc, sono un moderato, il mio elettorato è quello…”) e con i fatti (secondo i soliti ben informati ci sarebbero già stati i primi incontri). Fantapolitica? Forse, ma a Lirosi non dispiacerebbe: “Io e Santi nella stessa squadra? Con noi due in coppia non ce ne sarebbe per nessuno, è vero – ride – Santi è una persona di valore, che sa fare il politico da ‘vecchia volpe’. Uno che prende sempre un sacco di voti (l’unico a battere lo stesso Lirosi, ndr). Mai dire mai, chi l’avrebbe detto che Pd e M5S si sarebbero alleati… tutto è possibile. E non nego neanche che i valori di Santi potrebbero essere quelli che ho citato prima. Io dico che se una persona resta fedele ai propri valori e lavora al meglio che può, ha fatto il suo. La politica è servizio, bisogna stare in mezzo alla gente condividendone problemi e paure e cercando di aiutarli. Se qualcuno scopre di avere questi sentimenti e vuole venire nel Pd ben venga. Certo che una coppia così…“.

Candidarsi con il Pd vorrebbe dire, almeno stando ai rumors attuali, sostenere come prossimo sindaco Marco Russo: “Lo scopro da lei – dribbla Lirosi – e non sta a me candidare il sindaco. Ero fermamente e ferocemente contrario alla candidatura del 2016 (Cristina Battaglia, ndr), e i risultati mi hanno dato ragione; Russo sarebbe un candidato molto, ma molto più soddisfacente. Posso dire che personalmente lo ritengo un buon candidato: se fosse lui collaborerei molto volentieri, lo conosco da anni come una persona di grande valore e intelligenza. Ma non sta a me, sta al partito decidere e decidere bene”.

Dal 2016 ad oggi, per la prima volta dopo tanto tempo all’interno dell’amministrazione (22 anni in totale tra consigliere e assessore), Lirosi ha visto la città “da fuori”. E il giudizio è negativo: “Cosa mi è piaciuto… ha una domanda di riserva? – attacca – Molto poco. E c’è molto da cambiare. Non mi è piaciuta una giunta formata da persone rispettabili ma che nella stragrande maggioranza non hanno assolutamente il mestiere in mano. Non mi è piaciuta la poca profondità politica, la poca ideologia intesa come ‘stare vicino ai cittadini’. Il fare le cose in modo meno ‘ragionieristico’, cosa che Montaldo secondo me ha fatto benissimo al di là della solita battuta ‘abbiamo trovato un disastro’. Tutti quelli che vengono, se non riescono a fare qualcosa, incolpano quelli di prima: è una battuta che sento da 50 anni, sarebbe di buon gusto smetterla. Ognuno fa quello che riesce a fare, se è capace”.

“C’è tantissimo da cambiare – insiste – specialmente lo spirito con cui questa giunta è stata ‘non vicino’ ai cittadini: lo deve essere. Nell’anno in cui sono stato vicesindaco reggente la mia porta era aperta, la gente bussava e entrava, perchè la politica deve essere ‘a servizio’ dei cittadini. Questo obiettivamente è mancato. Ci sono state forse anche scelte difficili, per carità, e soldi ce ne sono stati pochi come ne avevamo pochi noi; ma io personalmente con pochi soldi ho fatto un centinaio di opere tra grandi e piccole. Questo mi sembra manchi. Un esempio specifico, che mi ha toccato il cuore, è la mancata copertura dei cambi da bocce di Via Famagosta: noi a questa giunta abbiamo offerto 100 mila euro avuti dalla Regione Liguria ma sono andati sprecati, in 3 anni di tempo non li hanno utilizzati. Sono stati lontani dalla gente, e questo non va bene“.

Commenti

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  1. Scritto da grifoste

    Lirosi, ci vule una faccia incredibile a dire che la storia dell’ “abbiamo trovato un disatro è trita e ritrita!! L’avete lasciato proprio voi il disastro!! Non sentiamo la tua mancanza, stattene a casa.

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