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Savona 2021, inizia la partita più confusa degli ultimi decenni

Santi e Lirosi su IVG hanno dato il fischio d'inizio, ci attendono sfide e intrighi con liste civiche trasversali

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Savona. A un anno esatto dalle prossime elezioni comunali di Savona (che saranno precedute, e non è cosa da poco, dalle Regionali di settembre) il quadro politico è confuso più che mai, molto più confuso rispetto a tutte le consultazioni degli ultimi decenni.

Già sarà dura, per la giunta della sindaca Ilaria Caprioglio, arrivare a fine mandato in modo accettabile. L’ultimo problema è la posizione dell’assessore Silvano Montaldo, quello che ha in mano i soldi, per nulla contento di com’è finita la vicenda della Tari e che è arrivato a minacciare le dimissioni (leggi qui) inducendo (o costringendo) Caprioglio a intervenire con lodi sperticate nei suoi confronti. 

Il primo a dare fuoco alle polveri è stato nei giorni scorsi Piero Santi che, in un’intervista al nostro direttore Andrea Chiovelli (leggi qui), ha detto che “sì, sta pensando a una lista propria”: vale la pena ricordare le sue 800 preferenze alle ultime comunali. 

Dal recente passato è sbucato anche Franco Lirosi che, sempre a IVG (leggi qui), ha confessato che gli piacerebbe essere della partita. 

Pure Di Tullio dovrebbe scendere di nuovo in campo, mentre il primo ad avanzare la sua candidatura è stato lo spumeggiante Bruno Spagnoletti (già un anno fa).

E i partiti? Per ora confusione totale. La Lega deve ancora decidere, il Movimento 5 Stelle potrebbe correre da solo, Caprioglio ancora defilata (con Claudio Scajola?), pure Toti farà i suoi giochi. 

C’è poi la frastagliata galassia della sinistra, cominciando dal Pd:  vedremo se confermerà l’innata propensione al suicidio politico come per le Regionali (la tenerezza degli sconfitti) o se punterà su quello che per ora sembra il nome più accreditato, quello di Marco Russo. 

Chiediamo comunque scusa anticipata per errori e omissioni. L’unica cosa certa è che non si tratterà probabilmente di un confronto fra destra e sinistra, con qualche outsider, come in tutte le democrazie evolute, ma di un intrigo fatto soprattutto di liste civiche magari trasversali ai due schieramenti principali. 

Nel frattempo, come detto, c’è la città da governare, a partire dai due problemi maggiori, quelli dei rifiuti e del trasporto pubblico per finire ai tanti piccoli problemi di ogni giorno che interessano i savonesi più di quanto i politici pensino (e che fanno di Santi e del suo impegno sul territorio il recordman di preferenze). 

Ecco, è possibile che i savonesi al momento del voto si ricordino anche di come è stata amministrata la città giorno per giorno in quest’ultimo anno che ci separa dall’elezione del nuovo sindaco. 

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