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Sacerdote trovato con la droga: vescovo sospende da tutti gli incarichi Silvano Dematteis

Il sacerdote, fermato a Cervo, era stato protagonista di un episodio analogo in gita con studenti alassini

Alassio. “Sospensione da tutti gli atti della potestà d’Ordine sacro e da tutti gli atti della potestà di governo ecclesiastico”. è questa la durissima decisione assunta dal vescovo della diocesi di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti nei confronti di don Silvano Dematteis.

Il sacerdote era stato pizzicato nei giorni scorsi a Cervo, dai carabinieri, in possesso di 2 grammi di cocaina a bordo della sua auto. Ma, purtroppo, non si è trattato di un episodio isolato.

Lo scorso anno, nell’ambito di una gita con una classe di studenti alassini, era stato trasportato in ospedale in stato confusionale, che pareva fosse collegato proprio all’uso di stupefacenti. Un episodio che si conclude con la decisione del vescovo della diocesi di Albenga-Imperia Guglielmo Borghetti di privarlo degli incarichi pastorali, sottoponendolo anche a percorso terapeutico.

Ora il nuovo episodio, che ha spinto Borghetti alla nuova, drastica decisione comunicata attraverso il sito ufficiale della diocesi stessa: “Monsignor Guglielmo Borghetti, Vescovo di Albenga-Imperia, – si legge nella nota, -preso atto di una serie di fatti che hanno interessato la persona del Rev. Sac. Silvano Dematteis, in data 11 luglio 2020, ha assunto al suo riguardo il provvedimento canonico della ‘sospensione da tutti gli atti della potestà d’Ordine sacro’”.

“In particolare, d’ora innanzi gli è vietato prendere parte come ministro alla celebrazione della S. Messa e di qualsiasi altro Sacramento e cerimonia di culto liturgico, ai quali potrà partecipare soltanto come un semplice fedele. Altresì, è ‘sospeso da tutti gli atti della potestà di governo ecclesiastico’. Il predetto provvedimento è esecutivo subito e vale fino alla sua revoca scritta”.

“Tale atto, va letto come segno della sollecitudine della Chiesa per il bene spirituale del sacerdote in difficoltà e di tutto il Popolo di Dio, la cui custodia e salvezza rimangono sempre la suprema legge della Chiesa”, si conclude la nota. 

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