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Rischio sicurezza sanitaria nelle spiagge libere savonesi, Sib: “Senza controlli avremo grossi problemi”

Burastero (Sib): “Situazione anomala, concessionari costretti a rispettare le regole mentre nelle libere pochi o inesistenti controlli”

Provincia. La situazione delle spiagge libere savonesi non è sotto controllo. È questo il dato che emerge dalle parole di Diego Burastero, vicepresidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari (Sib).

A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, era stata anche la sindaca di Savona Ilaria Caprioglio, che con una lettera indirizzata al presidente dell’Autorità Portuale di Sistema Paolo Signorini aveva espresso tutta la sua preoccupazione con riferimento alle condizioni delle spiagge savonesi. Secondo il primo cittadino della città della Torretta, infatti, l’assenza di servizi igienici nelle libere esporrebbe i cittadini (sempre di più, soprattutto nei weekend) ad un grave rischio per la sicurezza sanitaria.

Timori condivisi anche dallo stesso Burastero, che raggiunto telefonicamente dal nostro giornale ha dichiarato: “Siamo nel bel mezzo della stagione e la situazione delle spiagge libere è complicata – spiega il vicepresidente provinciale del Sib -. Gli episodi di sovraffollamento stanno inevitabilmente aumentando e attualmente i controlli sono pochi o inesistenti, quando invece dovrebbero essere diretti, costanti e non solo nei weekend”.

L’assenza dei bagni pubblici in molte spiagge libere del litorale savonese è un problema che non può essere ricondotto ad una mera questione di pulizia e decoro, ma che con l’emergenza sanitaria ancora in corso rischia di trasformarsi un pericolo per la salute pubblica: “Siamo preoccupati e arrabbiati – prosegue Burastero -, i Comuni costieri dovrebbero dotare le libere di almeno un bagno, una doccia e un operatore. Inoltre, considerato che quest’anno molte manifestazioni sono saltate, tutto ciò non dovrebbe essere proprio impossibile da realizzare”.

I pochi controlli complicano anche il lavoro (già gravato dalle nuove normative) dei concessionari: “I nostri operatori si ritrovano a dover vigilare su un ulteriore tratto di spiaggia – conclude Burastero -, anche perché mentre nelle nostre spiagge i controlli permettono di contingentare gli accessi e far rispettare le regole, nelle libere tutto questo non avviene. Un approccio scorretto nei nostri confronti”.

Lo stesso presidente regionale dell’associazione Bagni Marini, Enrico Schiappapietra, sulle spiagge libere chiede un maggiore sforzo da parte delle amministrazioni comunali: “Gli ultimi due fine settimana sono stati due weekend di sofferenza per le spiagge libere – spiega Schiappapietra ai microfoni di IVG.it -, noi stiamo facendo la nostra parte e i clienti sono soddisfatti, ma ci aspettiamo una risposta concreta anche da parte dei Comuni”.

Un bagno pubblico, una doccia e un servizio di salvataggio. Questi i servizi auspicati anche nelle spiagge libere da Schiappapietra : “Chi non può permettersi una spiaggia a pagamento non può vedersi privato delle minime dotazioni, come quelle dei servizi igienici e delle docce – conclude il presidente regionale del Sib -. C’è anche un aspetto sociale da tenere in considerazione, anche se capisco che i sindaci siano stati caricati di una grossa responsabilità che non tutti possono adempiere”.

Nella prima settimana di luglio e con l’emergenza sanitaria ancora in corso, il problema delle spiagge libere della riviera savonese sembra essere tutt’altro che archiviato. Le difficoltà economiche dei Comuni rivieraschi e le responsabilità delle amministrazioni locali cozzano con l’esigenza di tutela della salute pubblica. E, purtroppo, non siamo nemmeno al giro di boa della stagione estiva.

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