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Riapre il Ppi dell’ospedale di Albenga, ma il direttore Corti lancia l’allarme: “Mancano medici e infermieri” fotogallery video

Una riapertura tra mille difficoltà anche per le procedure di accettazione in relazione al Covid. Il sindaco Tomatis: "Serve un h24"

Albenga. Questa mattina l’attesa riapertura del Ppi di Albenga, come annunciato nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla sanità Sonia Viale.

punto primo intervento albenga

IVG.it è andato a sondare la situazione, anche in relazione alla visita del sindaco di Albenga Riccardo Tomatis che aveva chiesto a gran voce un progressivo ritorno alla normalità per il nosocomio ingauno dopo la fase acuta dell’emergenza Covid.

Il Ppi di Albenga non sarà operativo h24, ma dalle 8.00 fino alle 20.00, quindi, fermo restando la necessità di evitare di presentarsi autonomamente, per i pazienti in arrivo poco prima della chiusura o che necessitano di un trattamento di cura e assistenza particolare è previsto uno spostamento al pronto soccorso dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure: è stato infatti sviluppato un protocollo operativo ad hoc tra il Dipartimento di Emergenze della Asl 2 savonese e il 118 per la gestione dei diversi casi, in relazione all’orario limitato del Punto di primo intervento del nosocomio ingauno.

Nel giorno dell’attesa riapertura, tuttavia, il direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza P.O. Ponente Luca Corti ha lanciato l’allarme sulla carenza di medici ed infermieri per una piena operatività del Ppi albenganese: “L’ospedale di Albenga è stato la punta di diamante nell’Asl 2 per il trattamento dei pazienti Covid. Il punto di primo intervento è stato chiuso temporaneamente con il trasferimento di una parte dei medici a Pietra Ligure per avere un solo punto in cui ricevere i malati gravi e distribuirli nei nosocomi. Ricordiamo che come ospedali Covid c’era anche Savona, quasi totalmente dedicato ad esso, mentre a Pietra Ligure c’era una serie di posti letto dedicati a pazienti specialistici che non possono ricevere un certo tipo di trattamento in altri ospedali, come già da indicazioni di Alisa. Qui ad Albenga c’erano più di cento posti letto Covid disponibili, insieme agli altri cento di Savona e ai 24 letti di Medicina d’urgenza di Savona e Pietra Ligure, quindi la malattia è stata gestita al massimo delle potenzialità”.

“Siamo riusciti ad aprire, pur con grandi difficoltà, perché tutti i decreti ministerial e le indicazioni della Regione prevedono che tutti i Pronto Soccorso abbiano un doppio percorso, uno per i pazienti ‘puliti’ e l’altro per quelli ‘sporchi’, cioè con sospetta patologia Covid. Il rischio grosso è del paziente che giunge con una patologia di altro tipo, ad esempio un piccolo trauma, e poi viene scoperto positivo”.

“Ci siamo dovuti organizzare con un pretriage, dividendo il Pronto Soccorso con lavori importanti a livello edilizio. Questo ci costa molto come risorse dal punto di vista sia del numero di medici, in particolare quelli d’emergenza, che non ci sono più, sia infermieristico, perché si è moltiplicato il numero di infermieri necessari per il pretriage e il triage e anche i percorsi più lunghi o con più spazi devono essere presidiati. Questo è il motivo per cui non riusciamo a tenere aperto di notte, per il doopio percorso ci vorrebbero 60 turni di medici e una trentina di infermieri”.

“Da qui a dicembre sappiamo che tra pensionamenti e trasferimenti perderemo altri medici: la struttura è unica, comprende i due Pronto Soccorso di Albenga e Pietra Ligure e ci saranno difficoltà maggiori perché nessuno vuole fare più questo lavoro. Medici ce ne sono pochi, chi è specialista non vuole fare il medico di pronto soccorso, i concorsi vanno deserti e prevediamo di ridurre il numero dei medici. Li stiamo cercando, l’Asl si è attivata in tutti i modi ma non ci sono risposte. Anche il 118 non ha più risorse e con i bandi non si trovano. Lo stesso discorso vale per gli infermieri”.

“Voglio ricordare infine la grandissima capacità organizzativa e l’aiuto datomi dalla coordinatrice Maggioni e dall’ufficio tecnico dell’Asl 2, che ci ha aiutato su tutti e quattro gli ospedali, e poi tutto il personale medico e infermieristico e gli operatori sociosanitari che hanno operato in un periodo di grandi difficoltà ma con professionalità e capacità elevatissime”conclude il direttore Corti.

“Oggi voglio ringraziare tutto il personale sanitario che, in questi mesi, ha lavorato intensamente con grande professionalità e attenzione. Terminata la prima fase dell’epidemia si è dovuta studiare una completa riorganizzazione del Punto di Primo Intervento che oggi, finalmente, ha potuto riaprire per 12 ore al giorno. Questa riapertura è il primo passo verso la normalità e un momento che aspettavamo da tempo – ha evidenziato il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis -. Oltretutto andiamo incontro all’estate e questo servizio è fondamentale, anche se per ora solo dodici ore al giorno, e per questo ringrazio il dottor Corti e il dottor Cavagnaro, con i quali ho collaborato durante il periodo di lockdown e che si sono rivelati persone serie e rispettose degli impegni presi”.

“Ora però non possiamo accontentarci di questa riapertura parziale, bisogna che il punto di primo intervento ritorni alle 24 ore al giorno e quindi deve intervenire la politica. Il Santa Maria di Misericordia serve un comprensorio di oltre 90 mila persone che in estate aumentano esponenzialmente, considerato anche il fatto che la situazione della viabilità in Liguria manifesta evidenti e gravi criticità. Faccio quindi un appello all’assessore Viale e al presidente Toti perché si impegnino affinché il nostro punto di primo intervento ritorni ad essere operativo 24 ore al giorno e soprattutto perché il nostro ospedale, che copre un comprensorio ampio, torni ad essere il nosocomio che il nostro territorio merita” conclude il primo cittadino albenganese.

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