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Regionali 2020, la direzione Pd lancia il “terzo nome”: è Paolo Bandiera

Il segretario regionale Farello proporrà agli alleati il dirigente Aism, ma chiede mandato al partito per chiudere la trattativa

Liguria. Alla fine il famoso “terzo nome” più volte caldeggiato per superare l’empasse tra il duo Sansa-Massardo e definire il candidato presidente per le prossime elezioni regionali: lo ha lanciato ieri sera la direzione ligure del partito Democratico ed è Paolo Bandiera.

Così le quattro sedi provinciali, collegate fra loro via zoom, hanno deciso di convergere sulla figura dell’avvocato dirigente dell’Aism, un nome più volte circolato in questi mesi.

L’ipotesi di Paolo Bandiera sarà proposta nel corso di quella che dovrebbe – il condizionale è ormai d’obbligo – essere l’ultima e definitiva riunione di coalizione, alla quale saranno presenti tutti i soggetti in campo, M5s, la sinistra di Campo progressista e Italia Viva.

A portare il nome sul tavolo sarà il segretario regionale del Pd Simone Farello che, dopo un lungo intervento nel corso della direzione, ha chiesto però un mandato a concludere la trattativa una volta per tutte. Sia nel caso il nome di Bandiera dovesse essere accettato, cosa tutt’altro che scontata ma non impossibile, sia che venisse rigettato. A quel punto il giornalista Ferruccio Sansa sarebbe l’opzione subordinata con maggiori chance, anche se le critiche nei suoi confronti non sono mancate durante la direzione.

Se ai più parrebbe quindi spianata la strada per arrivare al giornalista del Fatto, tuttavia, arrivati a poco più di due mesi dalla chiamata alle urne, la coalizione allargata potrebbe invece scegliere di accettare il compromesso e optare per la figura dell’avvocato proposta dal Pd, che resta la forza politica più pesante della coalizione. L’opzione Bandiera non sarebbe particolarmente invisa, almeno aprioristicamente, né al Movimento 5 Stelle – che comunque ha pressioni a livello romano affinché l’alleanza sia mantenuta salda – né alla sinistra.

Resta da capire come potrebbe muoversi Italia Viva che, comunque, aveva posto un veto esclusivamente su Sansa. Insomma, per conoscere il nome del candidato del fronte anti-Toti alle elezioni regionali bisognerà attendere ancora un lungo, teso, difficile giorno.

Già nel pomeriggio l’ex preside di Ingegneria Aristide Massardo sembrava aver già inteso di essere stato sostanzialmente scartato. Con un post su Facebook ha dichiarato: “Accetterò la decisione delle forze politiche con il massimo rispetto, ma non sono disponibile a eventuali offerte di ruoli o posizioni subalterne che contrasterebbero con la mia decisone di portare avanti comunque e in ogni caso un progetto politico innovativo e alternativo”. Come dire, lui si candiderà comunque a presidente, da solo.

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