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Progetto Maremma, la minoranza: “Il sindaco la smetta di fare l’uomo solo al comando”

"Neppure oggi dopo due anni e mezzo ha dato risposta sul perché scelse l’accordo di programma bocciato dalla Regione"

Spotorno. Non si è fatta attendere la contro-replica dei gruppi di minoranza “Spotorno che Vorrei”, “Spotorno nel cuore” e “Adesso Spotorno” alle dichiarazioni del sindaco Mattia Fiorini in merito al progetto della Maremma.

“Nel rispetto dei tanti elettori che rappresentiamo e nel rispetto della verità e della trasparenza non possiamo evitare di rispondere alla replica del sindaco sul progetto Maremma – spiegano il capogruppo Franco Bonasera e il suo collega Massimo Spiga – Come è suo costume quando è in difficoltà sale in cattedra e si mette ad impartire lezioni per dimostrare che lui è il più bravo di tutti mentre gli altri parlano ‘e denotano poca conoscenza della normativa’. Gli abbiamo più volte suggerito di evitare di assumere i panni dell’uomo solo al comando con pieni poteri, come dimostrano le tante deleghe mantenute. Il giochino non funziona più. Spotorno ha bisogno di altro”.

“Venendo al progetto Maremma – continuano – rileviamo come neppure oggi dopo due anni e mezzo ha dato risposta sul perché scelse l’accordo di programma bocciato dalla Regione Liguria ‘in quanto non sussistono i presupposti e le condizioni per la sottoscrizione da parte della Regione, dell’accordo di programma in argomento e che lo stesso richieda pertanto una sostanziale riconsiderazione per equilibrare le trasformazioni di pubblico interesse rispetto a quelle di interesse privato’. Forse ha la memoria corta? Non si ricorda di aver adottato una procedura che aveva lo scopo di mettere in evidenza l’interesse pubblico rispetto al privato? Quella procedura dette solo false illusioni ai privati investitori”.

“Ed oggi il sindaco ripropone l’intervento utilizzando una legge regionale che all’articolo 1 del primo capoverso dispone ‘La Regione, al fine di favorire il miglioramento della qualità ambientale, paesaggistica, architettonica e sociale del tessuto edificato, individua la rigenerazione urbana quale alternativa strategica al consumo di nuovo suolo e detta disposizioni per favorire la rigenerazione di ambiti urbani in condizioni di degrado urbanistico e edilizio’. Concetto ribadito e ripreso all’articolo 2 comma 1 ‘il Comune… può individuare nel proprio territorio gli ambiti urbani in condizioni di degrado urbanistico ed edilizio che richiedono interventi di rigenerazione urbana’. Fiorini forse era troppo giovane o a poco memoria ma la Maremma fu già interessata da un’operazione di riqualificazione urbana con nuove aiuole, nuovi parcheggi nuova circolazione viaria ed intervento edilizio di riqualificazione come fu il Residence Mimosa. La soluzione dell’ex Albergo Pippo va sicuramente ricercata ma non ci pare che la zona ‘sia in condizioni di degrado urbanistico edilizio’ come da delibera di giunta (due eletti) alla quale ci riferimmo nel nostro comunicato. Ed infine per onor di verità i mc deliberati dalla giunta Marengo furono 13.000 ora sono circa 18.000” concludono da Spotorno che Vorrei.

A replicare sono anche Matteo Marcenaro di “Spotorno nel cuore” e Francesco Riccobene di “Adesso Spotorno”: “La reazione del sindaco alle questioni che abbiamo posto riguardo alle scelte urbanistiche che coinvolgono la zona della Maremma dimostrano che, molto probabilmente, abbiamo colto nel segno. Infatti ancora una volta la scelta di questo sindaco è quella di gestire in modo poco trasparente e pasticciato una pratica molto importante per la zona di levante del nostro comune”.

“Nella sua risposta invece di chiarire quali siano stati gli interessi che lo hanno spinto ad approvare una variante da 20.000 metri cubi, considerato che la Regione ha certificato la pressochè totale assenza di interesse pubblico bocciando irrimediabilmente le sue scelte, si lancia in improvvisati attacchi a chi osa criticarlo – proseguono dalla minoranza – Attacchi che mischiano scelte del passato molto distanti da quelle che lui voleva imporre al paese, infatti il sindaco Marengo e la sua amministrazione approvarono un intervento interamente destinato alla realizzazione di un albergo di 66 stanze tutte fronte mare in grado di qualificare l’offerta turistica spotornese e dare risposte occupazionali ed economiche al nostro territorio, mentre la variante Fiorini avrebbe dovuto essere costituita in gran parte da seconde case e residence con un vincolo di destinazione di pochi anni”.

“Senza contare che l’intervento di Marengo prevedeva una cubatura significativamente inferiore a quella sognata da Fiorini. Se il sindaco provasse almeno a studiare le pratiche di cui parla con superficialità non farebbe queste figure, ma sappiamo quanto la sua arrogante saccenza non gli permetta neppure di documentarsi prima di scrivere – concludono Marcenaro e Riccobene – Per questo reputiamo che i cittadini di Spotorno, ma anche gli imprenditori che nel nostro comune vogliono investire, meritino altri interlocutori in grado di dare risposte serie e ponderate e che siano capaci di portare a termine scelte progettuali importanti, non che approvino atti al solo scopo di farsi pubblicità sui media e sui social, atti che poi non troveranno mai uno sbocco pratico”.

Lo stesso Riccobene rincara: “La replica del sindaco Fiorini sul progetto Maremma è colma di errori e superficialità e denota un’assoluta impreparazione amministrativa visto quanto dichiarato a proposito e quanto approvato in giunta. L’attuale proposta progettuale si attesta sui 20.000 metri cubi di edificazione in buona parte residenziale e residenziale turistica convenzionata, mentre il precedente progetto approvato dall’amministrazione Marengo 2004-2009 era riferito ad una struttura alberghiera con 66 camere tutte fronte mare ed una serie di servizi di carattere alberghiero. Quel progetto che fu arretrato e modificato in alcune sue parti, venne approvato ed ereditato dall‘amministrazione Zunino 1999-2004. In sostanza venne accolta la richiesta di aumento di volumetria proprio perché si prospettava la realizzazione di un albergo 5 stelle in posizione panoramica, che doveva essere un traino per l‘economia turistica spotornese”.

“Fiorini, evitando accuratamente di documentarsi sulla storia urbanistica del progetto, fa esclusivo riferimento all‘amministrazione Marengo senza sapere quanto accadde prima e, cosa ancor più grave, paragonando cubature produttive alberghiere, con l’attuale incremento di volumetria a destinazione residenziale, nel tentativo di far intendere che non vi sia differenza fra pere e mele. Il tutto approvando con una giunta dimezzata (due su quattro) un atto di indirizzo semplicemente inquietante che conferma il suo totale sostegno ad un progetto già bocciato dalla Regione Liguria per assoluta mancanza di interesse pubblico” conclude.

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