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Progetto della Maremma, “Spotorno che vorrei” contro Fiorini: “Incapace di gestire l’urbanistica”

"Il sindaco non sta facendo né gli interessi degli imprenditori interessanti all’intervento né della collettività"

Spotorno. “Se non fosse che siamo abituati ad iniziative assurde e prive di logica amministrativa fatte dal sindaco e dai suoi fedelissimi ci saremmo chiesti se stiamo sognando”. E’ quanto affermato dal Gruppo Spotorno Che Vorrei, rappresentato in consiglio comunale da Salvatore Massimo Spiga e Francesco Bonasera, a proposito dell’ennesima iniziativa di Fiorini sulla zona Maremma.

“Ora non contento delle brutte figure fin qui fatte assume una delibera di Giunta – proseguono Spiga e Bonasera – nella quale emana un atto di indirizzo per condividere l’intervento di rigenerazione urbana della zona Maremma con l’elenco delle opere da svolgere. In queste opere peraltro viene ‘dimenticata’ la messa in sicurezza della collina che nel precedente accordo di programma del 2017, bocciato dalla Regione Liguria, era malauguratamente a carico della collettività spotornese in quanto a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Delibera di Giunta nella quale erano presenti il sindaco ed un assessore eletto dagli spotornesi mentre l’altro è esterno nominato dal sindaco. Tre persone che danno indicazioni di indirizzo su di un area così importante per Spotorno!”.

“E ci risiamo infatti: con delibera n.284 del 26/4/2018 la Giunta Regionale bocciò l’accordo di programma volto alla realizzazione “di un complesso turistico-residenziale costituito da un albergo, una residenza turistico alberghiera e tre edifici residenziali’ ritenendo che ‘a fronte della richiesta di una importante trasformazione urbanistica, che implica la modifica della vocazione turistica dell’area prevista dal vigente PRG verso una destinazione principalmente residenziale, le opere di urbanizzazione – proseguono dalla minoranza spotornese – si limitano al mero soddisfacimento degli standard urbanistici di stretta pertinenza, non apportando alcun significativo miglioramento e potenziamento della dotazione di servizi dell’ambito, a fronte della rilevanza delle varianti che vengono apportate allo stesso piano regolatore generale, per la valorizzazione della proprietà privata In pratica la Regione Liguria bocciò l’accordo di programma per mancanza di interesse pubblico rispetto all’interesse privato”.

“A queste osservazione nonostante le nostre richieste e quelle degli altri gruppi di minoranza il Sindaco mai rispose. Ma si fa vivo oggi, come un uomo solo al comando e con pieni poteri, per dare un atto di indirizzo utilizzando una nuova Legge Regionale dal titolo “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero del territorio agricolo” altro tentativo per cercare di approvare, in tempi celeri, un intervento che dovrebbe invece seguire un iter ben preciso come una variante al PRG o meglio ancora essere inserito nel nuovo Piano Regolatore purtroppo dormiente nel cassetto. L’incapacità di gestire l’urbanistica da parte del Sindaco, deve essere chiaro. Non sta facendo né gli interessi degli imprenditori interessanti all’intervento né della collettività” concludono.

 

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