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Progetto della Maremma a Spotorno, Fiorini: “Le minoranze non conoscono la normativa. E non hanno memoria”

Continua la diatriba circa la procedura iniziata dalla giunta relativamente all'ingresso di levante di Spotorno

Spotorno. Non si è fatta attendere la replica del sindaco di Spotorno, Mattia Fiorini, alle osservazioni dei gruppi di minoranza in merito al progetto della Maremma.

“Leggiamo con stupore le dichiarazioni dei gruppi di minoranza riguardo la procedura iniziata dalla giunta relativamente all’ingresso di levante di Spotorno (Maremma) – scrive il primo cittadino in una nota – Molte delle perplessità sollevate denotano poca conoscenza della normativa ed una assenza di memoria storica. Lo studio urbanistico della zona era già contenuto e discusso ampiamente nel progetto di Puc, a cui era seguito un approfondimento progettuale di una parte di esso con lo strumento dell’accordo di programma. L’iter in regione ha fatto emergere la necessità di rivedere il piano di bacino (risalente a molti anni prima) attualizzando i rischi idraulici ed idrogeologici. La Regione infatti ha in seguito aggiornato il piano di bacino con uno studio molto specifico e dettagliato dell’area, ed ora i progetti previsti possano trovarvi soluzione”.

“Nel contempo Regione Liguria ha approvato la legge 23 del 2018 per la rigenerazione urbana, con l’intento di fornire uno strumento più adeguato alle diffuse esigenze di pianificazione urbanistica delle amministrazioni comunali, che permetta di dare risposte a porzioni di territorio che necessitino di interventi di messa in sicurezza e recupero architettonico e paesaggistico. Proprio con queste premesse, a febbraio la giunta comunale ha espresso la volontà di accogliere eventuali proposte di ambiti per la rigenerazione urbana individuando nelle due porte di ingresso del paese le aree in cui gli scopi della legge 23 erano più rispondenti : riqualificazione di zone in stato di degrado e contestuale risoluzione di rischi idraulici/idrogeologici. Con queste motivazioni e per l’importanza che queste aree hanno per un comune turistico come il nostro, esse erano già inserite come distretti di trasformazione nel vecchio Puc”.

“Ad oggi è giunta proposta per la porta di ingresso di levante, mentre per la parte di ponente sono in corso contatti con tutti i soggetti interessati. Il primo passaggio previsto dalla legge 23 è un assenso di massima alla valutazione di progetti, che non costituisce nessun titolo o permesso, ma esprime solo la disponibilità dell’amministrazione a valutare i progetti. Progetti per cui (una volta presentati) la procedura della legge 23 prevede ampi spazi di discussione e condivisione, sia con il consiglio comunale che con la cittadinanza : le perplessità sollevate dai gruppi di minoranza quindi nascono da poca conoscenza della normativa ed una assenza di memoria storica (ad esempio ci si addebita di aver approvato le volumetrie previste nell’area dell’ex Hotel Pippo, quando invece tali volumi (da 5000 a 13.500 metri cubi) sono stati approvati già nel 2008 durante la giunta Marengo, con assessore Riccobene)”.

“La giunta poi, in conseguenza del percorso fatto fino ad ora, e dell’inserimento della zona Merello oltre alla zona dell’ex hotel Pippo tra le aree da riqualificare, con la delibera citata ha meglio specificato quali opere pubbliche debbano essere necessariamente ricomprese, in aggiunta alla messa in sicurezza idraulica ed idrogeologica già prevista dall’attuale piano di bacino a cui saranno obbligatoriamente sottoposte le nuove costruzioni : realizzazione dell’intera nuova passeggiata a mare comprensiva di impianti e finiture , riqualificazione ed adeguamento dei 2 sottopassi pedonali esistenti, adeguamento del canale di attraversamento dell’Aurelia nei pressi della galleria ferroviaria e studio della possibilità di adeguamento a sottopasso pedonale, realizzazione di ampio parcheggio ad uso pubblico”.

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