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Più corse per i bus Tpl, ma conoscere gli orari è spesso un indovinello

Poche fermate non servite dai tabelloni elettronici hanno le tabelle aggiornate. Il problema del sovraffollamento

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Savona. Da sabato 4 luglio è in vigore un ulteriore, migliorato servizio di Tpl Linea, cioè ci sono più corriere sulle nostre strade. E questo è un bene. Il problema maggiore è che ben pochi conoscono i nuovi orari, fermata per fermata.

Facciamo un passo indietro. Tempo addietro avevamo denunciato alcuni problemi – sempre secondo il nostro parere – del servizio pubblico. Alle nostre obiezioni avevano risposto (grazie) la presidente Sacone e il direttore generale Ferrari Barusso di Tpl Linea, definendo tra l’altro ‘di qualità’ il servizio della loro azienda. Ognuno ha detto la sua, i lettori di IVG hanno avuto modo di farsi una loro opinione e così sia.

Invece no, ci tocca tornare sull’argomento perché i lettori la loro opinione se la sono fatta, è vero, però ci riempiono di amichevoli insulti accusandoci di aver abbandonato la partita. Pazienza per gli insulti, ma vediamo un po’ di che si tratta.

La maggior parte delle fermate non servite dai tabelloni elettronici hanno appeso vecchi cartelli con orari dell’anteguerra. E giù imprecazioni perché è difficile capire quando arriva il prossimo bus. Con gli orari aggiornati abbiamo trovato una sola fermata, a Villapiana, davanti alla farmacia. Non è una rilevazione scientifica, beninteso, ma almeno in una decina di altre fermate non c’è traccia dei nuovi orari.

Di che si tratta? Aggiornamenti in corso? Solo ritardi? Oppure si procede a tentoni? È vero, in molti casi (ma non dappertutto) un foglietto affidato ai capricci del vento invita a consultare il sito di Tpl. Ma vince sempre, è ovvio, il cartoncino appeso che tutti guardano con più facilità.

Altro capitolo. I bus, soprattutto negli orari di punta, viaggiano stracarichi, con la gente appiccicata, altro che distanziamento. È persino comprensibile. In realtà, con un certo numero di passeggeri a bordo, l’autista non dovrebbe più fermarsi, ma questo vorrebbe significare, è proprio il caso di dirlo, l’assalto alla diligenza. In realtà ci vorrebbero più corse, ma Tpl, come molte altre aziende pubbliche, non ha i quattrini per farlo.

Andrebbe ancora tutto bene o quasi, se non ci trovassimo di fronte a quell’espressione, ‘servizio di qualità’, che cozza contro i fatti. Ora delle due l’una: o la premiata ditta Sacone&Ferrari è in buona fede e fa quel che può (basterebbe chiedere scusa) oppure, ma il Ciel non voglia e neanche ci permettiamo di sospettarlo, la buona fede non c’è. Tra amministratori inadeguati o in malafede preferiamo (vi preghiamo di capirci) i secondi, perché è più facile porre rimedio al problema.

Intanto, se qualcuno della premiata ditta avesse tempo e voglia (e ritenesse degne di nota queste considerazioni) noi di IVG ci siamo sempre. Appuntamento alla fermata che vogliono, quando vogliono.

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