Consiglio regionale

Minoranze all’attacco sui conti della Regione: “Soldi mal spesi a danno dei cittadini”

Duro l'intervento dei consiglieri regionali Fabio Tosi e Alice Salvatore

Sedi istituzionali e palazzi del governo

Liguria. Dibattito sul Disegno di legge 305 oggi in Consiglio regionale, ovvero il rendiconto generale dell’amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio 2019.

La seduta è iniziata con le relazioni e gli interventi dei consiglieri sul provvedimento.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha fatto riferimento per larga parte del suo intervento alla relazione sul bilancio regionale della Corte dei Conti: “La Corte è un organo terzo, che non è legato a nessuna forza politica, eppure emerge dalla relazione – ha detto – quello che il nostro gruppo aveva già portato all’attenzione dei cittadini per quanto fatto e non fatto dalla giunta in questi 5 anni”.

Il consigliere ha specificato: “Noi abbiamo segnalato i problemi legati alla gestione delle società partecipate dove la Giunta regionale non ha tenuto conto delle osservazioni e delle misure proposte dalla Corte” e ha criticato l’amministrazione regionale indicando nel dettaglio i bilanci delle società partecipate, soffermandosi, in particolare, sulla situazione di ARTE Genova.

Tosi ha quindi riportato alcuni passi della relazione della Corte dei Conti circa il disavanzo nella gestione della sanità regionale che non è stato azzerato, così come aveva annunciato la giunta, nel 2019: “La mission della giunta – ha detto – non è stata rispettata e non sono stati mantenuti gli impegni con i cittadini e non sono stato raggiunti gli obbiettivi che l’amministrazione si era posta”. Forti critiche sono state espresse, inoltre, anche sull’istituzione di ALiSa e sulle “fughe sanitarie”.

Alice Salvatore (il Buonsenso) ha rilevato: “Ci aspettavamo misure che andassero a rimediare e invece gli errori sono reiterati e dopo 5 anni di governo regionale si deve ancora leggere una relazione della Corte dei Conti dove si denuncia che non si conoscono, per esempio, i criteri di assunzione nelle società partecipate. Dopo 5 anni di governo – ha aggiunto – la Corte dei Conti si domanda ancora quale sia il ruolo di Alisa” e il consigliere ne ha illustrato nel dettaglio i costi di gestione. “I soldi vengono usati male dall’amministrazione regionale e, – ha aggiunto – rispetto al Rendiconto, la Corte dei Conti rileva un disavanzo altissimo, secondo solo a quello del Molise”.

Il consigliere ha sottolineato: “Il maggiore scostamento negativo tra le spese previste per il 2019 e gli impegni effettivi si riscontra nelle politiche sociali e famiglia, l’ordine pubblico e sicurezza, energia e diversificazione delle fonti energetiche, le politiche per il lavoro e la formazione professionale, sviluppo economico e competitività e relazioni Internazionali”.

“Salvatore ha definito “poltronifici” e “voragini” di risorse pubbliche alcune società partecipate. “Manca una visione politica di territorio – ha aggiunto – altrimenti non mi spiego il ricorso al debito per finanziare il trasporto pubblico quando non sono stati spesi i fondi che erano già disponibili”.

“In discussione ho posto al centrodestra una semplice domanda: a distanza di 5 anni dal famoso slogan “il vento è cambiato”, la Liguria è diventata un posto migliore in cui vivere? Sono stati raggiunti i risultati promessi? Giusto per fare qualche esempio, gli indicatori su sanità, trasporti, rapporto costa-entroterra, sono migliorati? L’ambiente è stato tutelato di più? Si sono create nuove opportunità di lavoro e occupazione? – dichiara il capogruppo di Linea Condivisa Gianni Pastorino, a margine del dibattito -. È avvenuto tutto il contrario. 5 anni di manovre finanziarie si chiudono con una regione che ha il peggior sistema sanitario del nord, devastato dalla pandemia covid. L’ambiente continuamente aggredito da una giunta culturalmente avversa. I trasporti sono un buco nero, in cui le assenze della Regione affiancano le pur notevoli responsabilità nazionali. L’esempio del contratto di servizio ferroviario è emblematico. Strumento che dovrebbe garantire la regione e i suoi cittadini, diventa un’arma in mano al gestore. Non producendo i risultati annunciati”.

“Tirando le somme: la Liguria è una regione in cui è sempre più difficile vivere, lavorare, allevare i propri figli; o anche semplicemente andare a scuola, se sei uno studente dell’entroterra. Una regione che arretra –conclude Pastorino -. Quello di Toti è un vento contrario, che spinge all’indietro. Egregio Presidente, se col vostro slogan vi riferivate a questo, crediamo di trovarci di fronte alla più grande delusione politica da quando è stato istituito il sistema delle Regioni” conclude.

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